Morra (M5S): "Oggi la mafia da temere di più è quella che non spara ma investe on-line"

Nicola Morra, Senatore del M5S e Presidente della Commissione Antimafia, è stato intervistato dai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.

Il senatore Nicola Morra ha iniziato l’intervista parlando della sua recente nomina come Presidente della Commissione Antimafia: “Il messaggio che posso dare in questo momento è che certamente mi sento gravato da una responsabilità enorme che vorrei venisse avvertita non soltanto dai 49 membri che con me formano la Commissione d’inchiesta sul fenomeno mafioso, ma da tutti gli italiani. Se tutti insieme decideremo di cambiare rotta il Paese potrà con molta facilità e con molta rapidità sconfiggere un fenomeno che sta diventando atavico ed endemico. Se invece prevarrà la cultura della rassegnazione per cui non vale la pena tentare di sconfiggere l’esistente, risulteremo sconfitti in partenza. Troppe volte mi sono scontrato con una mentalità che riconosceva la  bontà di certe argomentazioni a tutela dei diritti di tutti ma poi veniva meno quando si trattava di tradurre l’impegno verbalmente espresso in una azione concreta. Noi cittadini possiamo riprenderci in mano il nostro presente ed il nostro futuro avendo il coraggio con prudenza di far rete, di denunciare e di far muro quando la criminalità organizzata di stampo mafioso pensa di subalternarci con la forza assolutamente codarda dell’intimidazione. Se tutti quanti noi italiani decidiamo che il rispetto delle regole è nel nostro stesso interesse ci faremo forza l’uno con l’altro”. 

Successivamente il Presidente della Commissione Antimafia ha aggiunto:“In noi troverete disponibilità all’ascolto, fermezza, volontà di reprimere in maniera fortissima e soprattutto la volontà di intervenire prima che il reato venga compiuto. E’ nostro dovere trasformare la mentalità degli italiani, troppe volte si assiste muti alla schifezza che magari viene consumata davanti ai nostri occhi senza che vi sia una reazione ferma, forte e intelligente. Vorrei coinvolgere soprattutto i giovani, la società civile, far tornare ad essere pulsante quella società civile che negli anni ’90 fece sentire forte la propria presenza quando lo Stato fu attaccato in maniera indegna dai mafiosi. Oggi la mafia da temere di più è quella che non spara e che magari fa investimenti online grazie a pochi click che permettono di spostare capitali in maniera criminale da un mercato all’altro“.

Concludendo il suo intervento Morra ha parlato dell’importante ruolo dei media nella lotta alla mafia:“Cito Borsellino, secondo il quale era importante parlare del fenomeno mafioso, che magari si nasconde dietro la normalità. Ormai sappiamo che ad esempio dietro tantissime agenzie di scommesse o attività commerciali o imprese che sembrano esternamente economicamente sane si nascondono invece interessi di tutto altro tipo. Ci vuole prudenza, calma, ma anche determinazione, quella determinazione che nasce dalla consapevolezza di capire che uno Stato civile fa giustizia. Dobbiamo consentire ai cittadini italiani di tornare ad essere fieri e innamorati del loro Stato. Perché lo Stato, quando lavora bene, lavora per noi cittadini. E noi gli dobbiamo anche render grazie”.