#SOLOUNMINUTO, basta poco per migliorare la comunità

“Solo un minuto” è la risposta che più frequentemente una persona diversamente abile è costretta a sentirsi dire da chi ne intralcia la mobilità e la vita di tutti i giorni.
“A me è stata detta molte volte, ma il 15 maggio 2017 di ritorno da un convegno sulle barriere architettoniche, mi è stata ripetuta con noncuranza dalla conducente di un SUV che aveva invaso il marciapiede sul quale ero di ritorno a casa con la febbre alta. Questo mi ha fatto arrabbiare e nell’ immediato ho fatto una foto all’auto e una volta a casa ho pubblicato la foto (senza targa) nel mio profilo Facebook con la scritta #SOLOUNMINUTO racconta Lorella Ronconi, autore del progetto. In seguito, prosegue Lorella, “ho iniziato a riflettere su quante volte nella vita avevo ricevuto questa risposta, alla maleducazione che vige in merito, alle persone disabili che vivono lo stesso <abuso>, all’inciviltà nei confronti delle persone disabili”.
Il progetto nasce dall’esigenza di offrire uno spunto di riflessione e di sensibilizzare i cittadini a questo problema, troppe volte messo in secondo piano e privato della sua importanza. Noi tutti, nelle nostre vite quotidiane, siamo spesso trascinati in un vortice di caos che ci fa pensare solo ai nostri problemi, talvolta infimi, e dimenticare totalmente del fatto che siamo parte di una comunità, e come tali abbiamo il dovere di aiutarci l’un l’altro, specialmente nei confronti di chi ha più bisogno.
Proprio la comunità è rappresentata dal logo del progetto, un crocevia colorato che riflette l’idea di incrocio, di aggregazione, di integrazione di tante persone diverse che insieme educano e migliorano la comunità stessa.
L’iniziativa consiste nel fotografare veicoli, senza targhe e volti, affiancate dal nome della città e della via, assieme all’hashtag  #solounminuto. Lo scopo non è puntare il dito contro l’amministrazione o la vigilanza delle strade, non è quello di criticare e giudicare, e nemmeno quello di politicizzare l’accaduto e di essere razzisti o “razzisti al contrario”, bensì quello di sensibilizzare il pubblico con educazione e di essere propositivi del bene comune.
Considerando che sempre più spesso veicoli di ogni tipo e senza tagliando occupano abusivamente i parcheggi riservati ai diversamente abili, che scivoli e mezzi che permettono la mobilità di quest’ultimi sono intralciati, che comportamenti scorretti mettono in pericolo anche le persone più fragili come gli anziani, che la maleducazione dilagante impedisce la sensibilizzazione su tali argomenti, si palesa allora la necessità di fermare tutto ciò, per garantire ai più svantaggiati una vita quotidiana migliore e libera da questi taboo: ed è questo ciò che #solounminuto si propone di fare.
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