Barillari (M5S): "Sistema di potere dietro l’appalto Cup e Recup. “

Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio del Movimento Cinque Stelle della Regione Lazio, è stato intervistato dai microfoni di Radio Cusano Campus all’interno della trasmissione “Cosa succede in città” condotta da Emanuela Valente.

Il consigliere pentastellato, durante la sua intervista ha trattato il delicato tema dei dipendenti delle  nuove aziende che hanno vinto la gara di appalto per il servizio Cup e Recup delle aziende ospedaliere e sanitarie della Regione Lazio.

I circa 2500 lavoratori, per l’80% donne e membri di categorie disagiate, vengono costretti a firmare contratti che li demansionano, che decurtano le ore e tagliano uno stipendio già basso di 200/300 euro con la minaccia di perdere il posto di lavoro qualora decidessero di non firmare.

Davide Barillari iniziando la sua intervista ha voluto parlare del lavoro della Commissione congiunta Sanità e Lavoro dichiarando: “E’ stata una commissione durata quasi 5 ore, è stata una vera e propria  guerra tra i sindacati uniti per la prima volta su questa questione, i lavoratori e un assessore che era nervosissimo, non sapeva cosa dire e addirittura si è avvalso della facoltà di non rispondere. Alle domande di un consigliere regionale, al termine di una Commissione ufficiale, non ha risposto. Questo è un precedente, non c’è mai stato un caso del genere. Di Berardino (Assessore al Lavoro) non ammette che questi siano contratti da fame, e ancora dice: “Stiamo creando lavoro, questi lavoratori guadagnano più soldi”.  E di fronte a un’evidenza così grave non ha potuto rispondere. Dimostra quanto la Regione e Zingaretti siano fuori da ogni logica di difesa dei diritti dei lavoratori”.

Successivamente l’assessore laziale ha evidenziato i provvedimenti proposti dal M5S per arginare la situazione aggiungendo: “Ho sentito queste due società questa mattina e anche per loro va tutto bene. Negano l’evidenza. La situazione è talmente grave che abbiamo contattato l’agenzia nazionale anticorruzione, abbiamo fatto un esposto, è partita un’istruttoria, abbiamo scritto alla Corte dei Conti per un danno molto forte perché la Regione ha stanziato dei soldi post gara per noi in modo irregolare, abbiamo fatto intervenire l’ispettorato del lavoro quindi il Ministero. Stiamo mettendo in campo tutte azioni per affrontare questa vicenda e risolverla. Siamo di fronte a violazioni così evidenti che non c’è nessuna spiegazione possibile. Non solo, ieri abbiamo avuto la conferma che Nicola Morra, presidente dell’antimafia nazionale è informato della questione e se ne sta interessando.”

Un’altro tema caldo affrontato da Barillari è stato quello dell’appalto e del ruolo che ha avuto Zingaretti e la Regione Lazio: “Questo non è un semplice appalto, parliamo di una cifra molto grande, 60-80 milioni di euro ed è un neo sistema di potere. Dietro questo ci sono tante persone che stanno mentendo, c’è un sistema grosso di interessi che riguarda le società che hanno vinto l’appalto e la regione Lazio con i suoi dirigenti e con quello che avviene nella politica, pensiamo alla corsa di Zingaretti al Pd e questo appalto è molto prelibato per garantire equilibri di potere che attualmente potrebbero saltare se andiamo a fondo con l’anticorruzione e la Corte dei Conti. All’Anac abbiamo anche segnalato la Commissione giudicatrice che ha valutato le società che hanno partecipato all’appalto. Per noi ci sono elementi che hanno favorito una società rispetto a un’altra. Parliamo delle due società che hanno vinto la gara secondo noi in modo creativo perché hanno giocato al massimo ribasso e dopo aver vinto la gara la regione gli ha dato un finanziamento in modo irregolare”.

Infine, concludendo l’intervista Davide Barillari ha raccontato di aver ricevuto recentemente numerose minacce: “Ho ricevuto delle minacce da parte di Andrea Tardiola, segretario generale della Regione Lazio, dalla Centrale Acquisti della Regione Lazio. Ho chiesto un incontro per avere chiarimenti, dati e documenti per dimostrare chi ha ragione la risposta è stata: “Non ti permettere di effettuare queste attività perché vai oltre quello che è il tuo ruolo di consigliere regionale”. Quest’arroganza del potere mi fa capire quanto siamo vicini alla verità. Spero che per questa storia salti Nicola Zingaretti, quello che sta succedendo è la prova che la Regione è corrotta, ed è marcia perché quello che sto vedendo ha tanti nomi e cognomi che ho denunciato in Aula”.