I valori di Maurizio Fugatti: autonomia, Valdastico e tradizione

Nella giornata di ieri, il neo presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha tenuto di fronte all’assemblea provinciale il suo primo discorso. L’intervento è iniziato ricordando l’alluvione che, di fatto, ha inaugurato questa nuova legislatura, con un pensiero particolare a chi ha perso la vita. Senza dimenticare coloro i quali si sono adoperati e dati da fare – tra i volontari e le forze dell’ordine – per tamponare ed arginare i danni del maltempo di fine ottobre.
Tra i primi punti che ha voluto ribadire, la presenza femminile in assessorati chiave: Stefania Segnana per la salute, le politiche sociali, disabilità e la famiglia; e Giulia Zanotelli per l’agricoltura, la caccia e la pesca. Le novità non finiscono qui: è pure una giunta giovane, con un’età media decisamente più bassa rispetto al passato e agli altri governi provinciali. Presenta inoltre una suddivisione di deleghe incentrata sulla scelta degli elettori durante l’ultima tornata elettorale.
Il programma che Fugatti, assieme alla sua squadra, si propone di realizzare – grazie all’alleanza popolare autonomista – si ispira al discorso che Bruno Kessler tenne nella medesima aula a Piazza Dante, nel lontano 1965: cioè mettendo l’Autonomia protagonista del programma di governo. Che si concretizzerà anche nella promozione e nel prosieguo, in accordo con il Veneto, dell’autostrada Valdastico A31, con un possibile sbocco a Rovereto Sud.
Ovviamente, non solo in questo: ridefinire i rapporti con l’Alto Adige di Arno Kompatscher e l’Euregio sono tra le priorità della nuova giunta provinciale trentina. Anche se, come pare ormai chiaro, è la tematica autonomista quella che è più a cuore per la compagine di Maurizio Fugatti. Un’autonomia che mai è venuta meno già dal medioevo con il Principato Vescovile che, nel XVI secolo, accolse i lavori del Concilio di Trento, e dunque ben prima degli accordi bilaterali di De Gasperi-Gruber del secolo scorso.
Senza chiudersi in isolamento: la nuova giunta vuole puntare a rilanciare la provincia in Europa, convincendo le istituzioni europee a difendere le peculiarità sociali e culturali – e pure economiche – della zona; la proposta è quella, dunque, di intavolare con Bruxelles una trattativa per tutelare le specificità e gli interessi trentini.
La famiglia naturale, quella composta da uomo e donna, e i valori cristiani torneranno a prendere piede di nuovo nella provincia: non in un’ottica di disobbedienza civile tra una provincia ultra cattolica ed uno stato laicista, è anzi una semplice ripresa della tradizione che a molti, soprattutto a sinistra, spaventa. Insomma, valori, cultura e tradizione diverranno le stelle polari dell’agire leghista in Trentino.
Anche se le novità non si esauriscono qui: perché nel primo lungo discorso di Fugatti di fronte al consiglio, esposto ieri, sono state toccate altre tematiche tutte, comunque, centrali per la provincia e per la sua comunità. A cominciare da una riduzione della burocrazia per le imprese e per i liberi professionisti; una maggiore cooperazione per la tutela della montagna; e una pubblica amministrazione più snella ed efficiente: in due parole, user friendly.
Un altro focus è l’istruzione e la ricerca, e in questa prospettiva si inizierà a lavorare con l’università per renderla ancor più polo d’eccellenza; ma si incentiverà pure l’apertura di start-up innovative. Un connubio di sinergia all’avanguardia, per il territorio trentino e nazionale, che porterà indubbi risultati per la ricerca e la qualità dell’innovazione nella provincia.
Pure la sanità rientra tra le priorità: il prossimo mese riaprirà il punto nascite di Cavalese, e verranno riaperti anche numerosi presidi delle guardie mediche chiuse negli anni scorsi. Per finire, un ulteriore focus è da rintracciare nella famiglia e nei giovani: lotta alla disoccupazione giovanile e l’avvio di diverse iniziative volte a invertire l’attuale trend demografico. Qualche esempio? Abbattimento delle rette per i nido; agevolazioni e voucher; e maggiori punti in graduatoria per le madri, nei concorsi pubblici.