Museion apre la stagione con la mostra "Mature Content" di Keren Cytter

Museion apre la stagione espositiva 2019 con Mature Content, prima personale in un museo italiano di Keren Cytter, artista nata nel 1977 a Tel Aviv e oggi operante a New York. Attenta osservatrice del presente, che registra e rielabora in maniera compulsiva, in video, film, disegni, installazioni e romanzi Keren Cytter narra il mondo contemporaneo e i clichè dei media, in particolare dei social media.

Attraverso una logica ciclica e non lineare, lo straniamento e la ripetizione ossessiva, il suo approccio mina convenzioni linguistiche e meccanismi interpretativi tradizionali. Con un esplicito rimando ai video amatoriali, i suoi montaggi di impressioni, ricordi e fantasie danno vita a composizioni poetiche e autoreferenziali, con una predilezione per scene intense e dalla natura artificiale. “Lei decostruisce, sovrappone, tralascia, salta, mescola, sottotitola, in video, che sono come televisione, come film, come soap opera, come teatro…, come se multidimensionalità fosse il suo secondo nome” – così su di lei Marlene Dumas.

Il progetto pensato per Museion riflette l’interesse ossessivo dell’artista sullo scorrere del tempo. Il titolo, Mature content, fa ironicamente riferimento agli avvisi dei film “per soli adulti”, anche se in realtà la mostra si concentra sulle diverse fasi della vita, dall’infanzia all’adolescenza fino all’età adulta. Opere esistenti saranno esposte insieme a nuovi lavori: per Museion l’artista realizzerà il suo primo film di animazione in assoluto – opera che mette in luce la sua attività di autrice di libri per bambini – e diversi disegni.

Fanno parte del percorso anche diversi film già noti dell’artista, tra cui Der Spiegel (2007), che affronta la tematica della vanitas, la mortalità e caducità dell’esistenza. La protagonista è una donna che ha superato i quarant’anni e si confronta con la sua immagine: rifiutata dall’oggetto della sua infatuazione, riconduce il motivo della sua infelicità al trascorrere del tempo.

Le relazioni amorose sono al centro di The Coat del 2010. Qui l’artista mette in scena un drammatico ménage à trois tra due fratelli ossessionati dal gioco del Sudoku e una giovane donna della Germania dell’Est. La relazione tra i tre sembra corrispondere alla complessa logica del gioco. Ancora una volta Cytter mira a disorientare chi guarda, opponendo alla drammaticità del contenuto e della colonna sonora la monotonia delle voci dei protagonisti.

Il più recente Des Trous (2018) è un film sulla memoria. Come strumento di metamorfosi, trasformazione e appropriazione, la memoria risulta un elemento estremamente funzionale dell’arte di Cytter. Nel film l’artista ripercorre la sua vita in Israele con uno sguardo distaccato, da estranea, mentre le tarme si insinuano nei quadri di un amico, creando fori reali e metaforici.

La mostra sarà visibile dal 26 gennaio 2019 al 28 aprile dello stesso anno. L’inaugurazione si terrà il 25 gennaio, alle ore 19, alla presenza dell’artista. Chiuso il lunedì, il museo sarà visitabile dal martedì alle domenica dalle 10 alle 18, con una straordinaria apertura serale il giovedì fino alle 22. L’ingresso dopo le 18 sarà gratuito e la visita guidata inizierà dalle 19

Sono previsti degli eventi collaterali: il 5 febbraio dalle 15 alle 17 “Incontri di storie“; il 14 marzo dalle 19 la visita sarà guidata dalla direttrice della mostra Letizia Ragaglia; il 4 aprile dalle 19 l’evento “Nel contesto – Arte e cinema” con la presenza di Andreas Hapkemeyer. Sarà anche proiettato il film di Keren Cytter “Middle of Beyond” durante il 33° Bolzano Film Festival, dal 9 al 19 aprile 2019. Il film sarà introdotto dal curatore Antonio Grulli.