Università, appalti al vaglio della Corte dei Conti

La nota vicenda che da tempo coinvolge i vertici della Direzione Patrimonio Immobiliare dell’Ateneo di Trento ed attualmente al vaglio della Procura delle Corte dei Conti regionale è ancora agli onori della cronaca.

A tal riguardo abbiamo voluto raccogliere le dichiarazioni di una della persone coinvolte, Lucilla Giuri responsabile pro tempore della segreteria tecnica, posizione non certo dirigenziale.

Signora Giuri, quali le sue prime sensazioni oggi?

Questo è il 3° Natale, la terza fine anno, 2016 – 2017 e 2018! Trovare il proprio nome e cognome, sui giornali, in una città come Trento, può essere destabilizzante, uso un eufemismo, soprattutto quando i fatti sinteticamente riportati, non possono in alcun modo far chiarezza ne essere realmente compresi.

Con maggior dettaglio, quale era il suo ruolo nella struttura oggi in esame?

Sono stata afferente per molti anni dell’ “Ufficio tecnico” (fine 2001 – fine 2017) UNITN, Direzione Patrimonio Immobiliare Appalti. Anche con un ruolo di “Responsabile” Segreteria Tecnica (dal 2008). Percepivo uno stipendio di € 1.500,00 e la mia indennità di responsabilità ammontava a circa 85,00€ – mensili – commisurata al ruolo e responsabilità affidatami. Non avevo né poteri decisionali, né economici, né di firma.

Più in dettaglio?

Coordinavo, organizzavo i lavori ed i carichi di lavoro nell’ambito della Segreteria Tecnica – direttamente come sottoposta al Dirigente. Prendevo ordini dal Dirigente, da colleghi e personale superiore. Ho sempre cercato di organizzare ed arrivare a tutti gli obbiettivi che mi veniva affidati e/o imposti, ovviamente dall’ATENEO.

Come si spiega quindi questa vicenda che è oggi attenzionata dalla Corte dei Conti regionale?

L’organico nel corso degli anni anziché aumentare di pari passo con il lavoro, con gli adempimenti e con l’aumentare del Patrimonio Immobiliare UNITN, diminuiva e/o non aveva i requisiti necessari per prestare la propria collaborazione, non serviva una laurea per comprendere che eravamo in sotto organico! C’erano molte persone più preparate e facoltose di me, che avrebbero dovuto svolgere eventuali verifiche e controlli sull’operato, che avrebbero potuto e dovuto organizzare adeguatamente e controllare.

Ma?

Ma ci sono diverse ragioni per cui nessuno, si prendeva e si è preso certe responsabilità.

Non voglio entrare nei particolari di questa indagine, i processi e le sentenze verranno fatte nelle sedi più idonee. Tuttavia non posso non dire che siano riportate delle verità sempre unilaterali.

Certo, indagini e processi nelle sedi opportune. Per chiudere cosa vuole affermare?

Voglio solo ringraziare per l’attenzione che mi è stata data finora, peraltro non meritata. Ringraziare tutti quelli che hanno compreso, che mi sono stati vicini e non vicini. Che non hanno paura, che hanno coraggio. Quelli che non hanno compreso mi hanno aiutata ad essere più forte ed una persona migliore.