Economia, è "guerra al contante": stop alle banconote da 500 euro

Una notizia degli ultimi giorni è la decisione da parte della Banca Centrale Europea di non emettere più banconote da 500 euro a partire dal 27 gennaio. Il motivo sarebbe la capacità di facilitare attività illecite grazie al significativo giro di denaro che una banconota di tale importo può provocare.

Le banconote ancora in circolo manterranno la valuta legale e potranno essere scambiate a tempo illimitato sia presso le Banche Centrali dell’Eurosistema, sia con qualsiasi altro ente, utilizzando i 500 euro come moneta di pagamento o riserva di valore.

La “guerra al contante” deve però tenere conto dei pericoli in cui si incorre affidandosi in toto alla tecnologia. Per contrastare l’evasione fiscale e il riciclaggio, infatti, sono già stati scovati sistemi anche nelle forme telematiche di pagamento. La Banca Centrale di Svezia – dove l’uso di denaro virtuale è frequentissimo – ha constatato la scarsità di monete e banconote nel nord del Paese, evidenziando i rischi in caso di shutdown tecnologici. Basti pensare al caos provocato lo scorso giugno dal blocco del circuito di pagamento Visa, che provocò forti disagi in mezza Europa in poche ore.

Secondo l’analisi dell’ADUC (Associazione Diritti Utenti e Consumatori), il controllo privato dei mezzi pubblici di pagamento può diventare un problema in situazioni di crisi, evidenziando un forte pericolo riguardo la gestione e l’archiviazione dei dati personale.

La Banca d’Italia appare d’accordo e un opuscolo distribuito all’ultima assemblea nazionale riporta che alla base della centralità del contante come mezzo di pagamento è che esso è l’unico ad avere corso legale, garantendo l’anonimato e la gratuità dell’utilizzo. Senza dimenticare come l’uso in caso di emergenza ne faccia a tutti gli effetti una riserva di valore. Che i pagamenti telematici siano il futuro è acclarato, ma sembra ancora troppo presto per passare all’abolizione del contante.