La figlia di Andreotti: "Mio padre si pentì della legge sull'aborto"

Nel giorno del centenario dalla nascita di Giulio Andreotti, emergono novità sul suo pensiero politico. A pronunciare nuove rivelazioni è la figlia Serena, intervistata dalla rivista In Terris.

Andreotti era un padre molto particolare: affettuoso, attento ma anche spesso assente per via dei numerosi impegni istituzionali. Abbastanza lontano dal ritratto che ne ha disegnato il film Il Divo” sostiene la figlia descrivendo il padre dal punto di vista familiare.

La risposta più sorprendente però arriva sul tema aborto, che tiene banco anche in questa stagione politica. “Mio padre era molto credente, andava a Messa tutti i giorni e chiedeva sempre dove fosse una chiesa per partecipare alla liturgia. Proprio per questo ebbe una pena enorme nell’aver firmato la Legge sull’Aborto del 1978. Nonostante la firma fu dettata dalla ragion di Stato, l’aver visto delle ecografie ostetriche mostrate dal professor Bompiani lo colpirono al punto che si pentì“.

Nell’intervista viene anche mostrato un risvolto sovranista della figura di Andreotti, Ministro degli Esteri durante i concitati giorni dei “Fatti di Sigonella“: “Mio padre in quei giorni non è stato mai a casa. Mi ricordo di quel che leggevo sui giornali e ascoltavo o vedevo. Ma mettendo a posto alcune carte, ho letto che quando le autorità italiane concessero ai terroristi di scendere dalla ‘Achille Lauro’ non si sapeva che c’era una vittima a bordo. Quel che appare è che l’Italia non si fece mettere i piedi in testa. Se la vicenda di Sigonella abbia creato dei presupposti di inimicizia che diedero i cattivi frutti di anni dopo non lo so“.

In chiusura, una interpretazione di come Andreotti vedrebbe la politica di oggi: “Mio padre riteneva fondamentale studiare per non improvvisare mai in qualsiasi argomento. Molto importante era anche tenere un tono comunicativo medio, per trattare avversari e amici con rispetto e pacatezza. Sono convinta che non gli piacerebbe per niente la politica di oggi, ma non si tratta di una situazione solo italiana: Andreotti era un convinto europeista, la deriva che ha preso oggi l’Europa sarebbe per lui motivo di dolore“.