Lega primo partito d'Europa: possibile alleanza con il PPE (come in Alto Adige)

La Lega è il primo partito d’Europa. Questo emerge da un sondaggio per le elezioni europee di maggio, condotto da Europe Elects, che calcola i possibili seggi tenendo conto dei risultati dei sondaggi facendo una media tra tutti quelli pubblicati finora.

La classifica dei singoli partiti vedrebbe dunque in testa la Lega di Matteo Salvini, con 26 eurodeputati eletti; staccata di due seggi la CDU di Angela Merkel, in un crollo verticale di consensi da diverso tempo ormai. Quarta piazza per il Movimento 5 Stelle (22) a un solo seggio di distanza dal principale partito dei conservatori europei, i polacchi di Ordine e Giustizia (PiS).

Proprio con i polacchi Matteo Salvini ha intavolato delle trattative per avviare degli accordi per il day after, quando quasi sicuramente non si avrà una maggioranza sicura definita dalle urne. Quello che sembra certo è che il governo dell’Unione Europea sarà i centrodestra, ma sarà interessante valutare i rapporti di forza.

Se le trattative tra l’ECR e l’ENF (i partiti europei di PiS e di Salvini) sembrano ben avviate, anche grazie al benestare di Marine Le Pen, l’ago della bilancia è il PPE, guidato da Manfred Weber. Ed è in questo scenario che potrebbe collocarsi quanto già visto dopo le elezioni provinciali in Alto Adige.

Non si può infatti escludere che il PPE (partito del quale fanno parte i popolari autonomisti del Sudtiroler Volkspartei) accetti un accordo con l’ECR e l’ENF. Accordo che vedrebbe un’alleanza conservatrice, popolare e sovranista al potere in Europa, con possibili incarichi di “governo” anche per la Lega, riuscendo così a scardinare le “larghe intese” tra PPE, PSE e ALDE che governa l’UE dal 2014.

Ogni voto potrà essere determinante per il futuro dell’Unione, dal momento che qualora conservatori e sovranisti confermassero i risultati previsti dai sondaggi e il gruppo degli euroscettici dell’EFDD, capitanati dal Movimento 5 Stelle, non è impossibile pensare in un governo fortemente euroscettico. Con buona pace di Juncker e di quanti hanno bollato le rimostranze dell’elettorato euroscettico come “rigurgiti nazifascisti”.