Le “bufale” di Boghossian e la fine del modello accademico americano

Molti conoscono Peter Boghossian, docente di filosofia all’Università di Portland. Ma pochi sanno che questo stimato professore sia anche l’artefice di quella che in America è stata definita la “beffa del 2018”.

Il professore infatti avrebbe inviato, con la collaborazione di alcuni colleghi, alcuni veri e propri “articoli spazzatura” alle più prestigiose riviste accademiche del paese. Un articolo, ad esempio, parla della cultura dello stupro tra cani. Passo chiave di questo “saggio”? “I parchi per cani sono spazi in cui lo stupro è permesso, un luogo di dilagante cultura dello stupro canino e di oppressione sistemica nei confronti del cane oppresso”.

Lo scopo di questa beffa era quello di dimostrare come non ci sia più alcun controllo da parte dei comitati scientifici delle riviste universitarie e che basti il nome famoso del docente e la difesa di una tesi favorevole a quelle che sono definibili come “minoranze” razziali e sessuali per vedere il proprio elaborato tranquillamente pubblicato e omaggiato di recensioni che definiscano “brillante” il lavoro.

Ciò che colpisce è che a stigmatizzare la cosa sia stato proprio Boghossian, uno dei principali autori liberal degli Stati Uniti d’America. Stufo di dover dare ragione ai conservatori americani che sostenevano la scarsa valenza degli articoli accademici, Boghossian si è fatto paladino dell’onestà intellettuale, anche a costo di perdere la cattedra.

Cosa che rischia di avvenire realmente: stando a quanto riportato dal Times, Boghossian sarebbe sul punto di perdere la cattedra in Oregon. I “capi d’accusa” sono due: lo studio “non autorizzato” del tema del suo elaborato sulla “cultura canina dello stupro” e la falsificazione dei dati personali di pubblicazione.

Molto probabilmente, per questo suo gesto ribelle, Boghossian troverà molte associazioni e università in Europa disposte ad ospitarlo per raccontare come ha mandato definitivamente in pensione il metodo accademico americano. Come le Università possano rifarsi una “verginità” dopo aver parlato di stupri canini, questo spetta a loro escogitarlo.