La pornostar Valentina Nappi attacca Salvini: “Mi ha violentata intellettualmente”

Intellettuali, giornalisti, politici e cantanti. Sembrava completa ormai la corte degli avversari di Matteo Salvini. Mancava solo Valentina Nappi, pornoattrice napoletana di grande successo che non ha usato mezzi termini per attaccare il Ministro dell’Interno.

Sul suo profilo Instagram, la diva del porno ha infatti pubblicato un lungo post, corredato da una foto in cui dice di essere stata “stuprata” da Salvini. “Sono stata stuprata perché al di lì degli aspetti condivisibili delle sue scelte concrete, pur considerando che molte responsabilità non sono sue, Salvini ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, rappresentata dal trio Dio-Patria-Famiglia”.

Babbo Natale e Befana sì, Ramadan no, panettone a Natale, colomba a Pasqua, cucina tradizionale. Sei gay? Va bene, ma la famiglia è solo quella tradizionale. Dio nelle aule tramite il crocifisso, Dio nei discorsi degli esponenti politici. Tutto il popolo unito dai vecchi e sani valori identitari nazionali tradizionali”. Uno scenario che per l’attrice sarà sembrato apocalittico, tale da definirlo “cultura di sapore fascista”.

Un pensiero che forse voleva essere originale, ma che scade ormai nella banalità visto che l’accusa di fascismo è il leitmotiv che accompagna Salvini ormai da 5 anni. “Questo è uno stupro culturale di proporzioni immani” continua la Nappi, passando poi al tema immigrazione. Al riguardo, la Nappi ammette che la gestione razionale dei flussi sia necessaria, ma ritiene che vi sia anche una questione culturale. “Io non voglio vivere in un Paese con una cultura ufficiale unica, cattolica di destra, nazionalpopolare. Io voglio vivere in un paese ateomultietnico, con un’identità culturale che affondi le proprie radici nell’Illuminismo e nel marxismo illuminato e che sviluppi queste idee all’altezza della modernità contemporanea”.

Il linguaggio grezzo, i modi spicci e i toni violenti ci portano verso una cultura tribale che produce una violenza contro il diverso simile a quella visibile in molte specie di primati non umani. Rispetto a tutto ciò, il genocidio è qualcosa di differente solo per grado” è la chiusura polemica e diffamatoria della Nappi.

Verrebbe da chiedersi perché continua a vivere in Italia se questo Paese le fa così schifo e se ha così bisogno di ateismo, multiculturalismo e protezione dal “genocidio salviniano”. Ma poi si scopre che lei è in realtà residente a Los Angeles. Che non si tratti di una versione al femminile di Roberto Saviano, solo con un talento differente.

1 commento

Comments are closed.