Commissione Pari Opportunità: "Mai più la Supercoppa in Arabia"

L’evento sportivo di oggi è certamente la Supercoppa italiana. La sfida che vedrà contrapporsi Juventus e Milan in Arabia Saudita, a Gedda, ha prodotto lunghi strascichi polemici.

L’ultimo in ordine cronologico è quello della Commissione provinciale Pari Opportunità tra dona e uomo della Provincia autonoma di Trento, che aderisce alla Conferenza degli Organismi di parità delle Regioni e delle Province autonome italiane. “Una grande rete di coordinamento di tutte le Presidenti delle Commissioni pari Opportunità che qui trovano spazi di confronto e convergenza per politiche e iniziative comuni in merito ai temi di parità” afferma la Presidente Simonetta Fedrizzi.

Vedendo lo sport e in particolare il calcio come straordinario veicolo di integrazione e riscatto, la Coordinatrice della Conferenza ha espresso a Gabriele Gravina – Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio – la totale contrarietà rispetto alla scelta di giocare la finale in Arabia Saudita senza effettuare alcuna riflessione collaterale di opportunità se non tardiva e sull’onda crescente delle reazioni sdegnate di organizzazioni, associazioni e personalità.

La Fedrizzi, in aggiunta, sottolinea l’urgenza di consapevolezza e responsabilità nell’assumere decisioni, prima che queste espongano l’intera Italia a critiche di superficialità e mercificazione dei diritti umani.

Nella lettera inviata alla FIGC si legge quanto segue: “L’impegno a rendere il mondo migliore non è affare di qualcuno, ma impegno di tutti. La sottoscrizione negoziale di un accordo con uno Stato illiberale e un regime autoritario che non rispetta i diritti umani e la libertà delle donne meritava e marita una riflessione ulteriore“.

La speranza è che la trasferta riservi almeno qualche momento dedicato al rispetto dei diritti delle donne, visto che si tratta di uno dei primi eventi sportivi organizzati nel paese saudita ai quali le donne possono partecipare. Un’occasione d’oro sia per l’Italia per mettere in mostra i gioielli del proprio calcio, sia per l’Arabia Saudita di mostrare la reale portata delle politiche di ammodernamento dello stato da parte del re Salman.

Nel considerare ormai inevitabile l’adempimento di un obbligo contrattuale, pur con tutte le contraddizioni del caso, invitiamo ad assumersi con maggiore lucidità le decisioni future, apponendo dei contrappesi affinché non vengano più impresse ferite così profonde alle nostre reputazioni” conclude la lettera sottoscritta dalla Fedrizzi.