Adinolfi: "Il Festival di Baglioni mi piace. Lui è nazionalpopolare e non fa quote arcobaleno"

Mario Adinolfi è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.

Adinolfi ha parlato della partecipazione di Paolo Brosio all’Isola dei Famosi: “Fui invitato anche io ad un reality show, mi avrebbero ricoperto di soldi, alla fine dissi di no, non riuscivo a cedere all’idea di mettermi a nudo in quella maniera. C’erano finalità autoriali crudeli, come ci sono anche nel chiamare Paolo Brosio. Decisi di non prestarmi al gioco, i soldi erano veramente tanti, all’inizio dissi di sì, poi il giorno dello foto cambiai idea. Consiglio a Brosio di cavarsela il prima possibile. A me Brosio è simpatico, spero possa portare una ventata di freschezza”.

Sull’idea di due senatori di denunciare Sfera Ebbasta: “Su questo fenomeno del trap bisogna stare attenti al perché abbia così successo piuttosto che farli diventare dei martiri. L’ascolto di Sfera è una lezione molto interessante, ci fa capire perché certi meccanismi funzionano e raccontano anche un po’ di povertà dei valori della famiglia, di quelli genitoriali. Perché i nostri figli sono attratti da una certa narrazione? Questo dobbiamo capire”.

Poi Adinolfi ha rivelato: “Io sono un fan di Coez. In pochi lo sanno, io ho lanciato Coez, la prima intervista per fare di Coez un personaggio la feci io, lui era il mio assistente di studio in una trasmissione che facevo diversi anni fa. Era un tipo su cui non avrei scommesso, perché era molto timido, molto riservato. Però avevo sentito alcuni suoi lavori, mi piacquero. Una sera saltò un ospite e buttai dentro Coez. Parlammo per 40 minuti del suo disco. Io sono un fan di Coez, anche lui ha raccontato questa cosa. Ha avuto una grande tenacia, io mi sarei arreso prima, è stato dieci anni nell’underground e quest’anno è arrivato al palazzetto dello sport. Ha anche fatto una canzone molto bella dedicata alla mamma, noi ci teniamo a certi temi essendo il popolo della famiglia”.

Sul prossimo Festival di Sanremo: “Non ho ancora studiato il cast completo, i tre Festival di Carlo Conti mi hanno fatto infuriare perché c’era la quota arcobaleno, Baglioni è nazionalpopolare, non fa quote arcobaleno. Sono curioso di vedere cosa accadrà quest’anno di sorprendente, mi piace molto seguire Sanremo, sono un fedele telespettatore. Mi pare ci siano tutti cantanti eterosessuali, la lista dei cantanti in gara mi piace, mi piace molto Arisa”.

Su Rocco Siffredi e il suo spettacolo a teatro: “Sto vedendo che sta cancellando tutte le date perché nessuno se lo fila. Non perché siamo ipocriti o bigotti, ma perché Siffredi non è Molière. Va bene che ora è diventato un punto di riferimento per questo Paese, ma pure il monologo a teatro no! E che cavolo! Valentina Nappi e le sue parole su Salvini? Sulle posizioni politiche di questi mi viene proprio da ridere. Quando vogliono assumere un tono intellettuale mi sganascio. Ormai il passaporto per diventare intellettuali di questo Paese è diventato il sesso, questo è preoccupante. Però per fortuna le date teatrali di Siffredi vanno deserte. Non perché siamo ipocriti, ma perché non è capace!” 

In chiusura Adinolfi si è sbilancio in una previsione sulla Juventus, sua squadra del cuore: “Nel 2019 la Juventus vincerà tutto tutto tutto. E’ sicuro che vince la Champions ho già preso i biglietti per arrivare in aereo a Madrid, dove si giocherà la finale, e anche la camera. So bene che se non andremo in finale tutti diranno che io ho portato male, ma io sono sicuro che entro marzo vinceremo lo scudetto, poi la Coppa Italia e poi ci vedremo a Madrid. Noi religiosi non siamo scaramantici, noi crediamo in Dio”.