Vittorio Feltri: "Veri razzisti sono quelli che usano il corazziere nero per fare ironia su Salvini"

Vittorio Feltri è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.

Il direttore di Libero ha parlato delle questioni giudiziarie che riguardano Matteo Salvini: “E’ abbastanza incomprensibile la cosa che il tribunale di Catania abbia chiesto l’autorizzazione a procedere sul caso Diciotti dopo che da Palermo c’era stata una specie di archiviazione. Si vuole tornare a processare Salvini, ma non credo che la cosa gli faccia del male, anzi. Anche da un eventuale condanna, che non ci sarà, Salvini trarrà dei vantaggi. Avrà sempre nuovi sostenitori, è l’unico politico che ha mantenuto fede alle promesse elettorali. Salvini ha aumentato moltissimo i propri consensi in questo semestre di Governo proprio perché ha mantenuto fede alle promesse elettorali. Vuole combattere l’immigrazione selvaggia, gli italiani lo seguono e lo apprezzano. Se lo dovessero condannare per una cosa che piace agli italiani, gli italiani non potrebbero che appoggiarlo ancora di più”.

Sul corazziere di colore che al Quirinale ha accolto il Ministro degli Interni, Feltri ha aggiunto: “Non ho seguito bene la vicenda, non ne ho cognizione diretta, ma se un corazziere italiano è nero non importa niente a nessuno, dov’è il problema? I veri razzisti sono quelli che usano questo corazziere per fare ironia nei confronti di Salvini. C’è un razzismo ribaltato che diventa quasi paradossale”.

Proseguendo nell’intervento il direttore Feltri ha espresso la sua simpatia verso Fedez: “Non lo conosco, sono anziano, non seguo i movimenti giovanili. So chi sia Fedez e quando ha detto belle parole sul mio conto non posso negare che mi abbia fatto piacere. La Ferragni? Mi piace moltissimo, è una bellissima donna, simpatica, svelta, capace, non può che piacermi, ma ovviamente non alludo a nulla di sessuale”.

Su Celentano invece Vittorio Feltri ha asserito: “Non ho seguito Adrian, mi hanno detto che dopo un inizio scoppiettante il programma ha perso parecchi seguaci. Succede. Non ho nulla contro Celentano, a me personalmente però non è mai piaciuto neanche come cantante, lo ritengo stonato. Non mi piace ma non ho un’antipatia nei suoi confronti”.

Sul cantante preferito da Feltri: “Quello che ho amato di più è stato Gaber. Ero suo amico, ci vedevamo spesso la sera, ci divertivamo insieme. Lo convinsi a lasciar perdere gli studi di filosofia dicendogli che non era importante studiare filosofia, perché dopo i presocratici non è successo più niente a questo mondo. E poi gli ho detto che Montale, premio Nobel, era ragioniere. Che Enzo Biagi anche era ragioniere. L’ho convinto a non frequentare più filosofia, ogni tanto mi telefonava per dirmi che gli avevo fatto un favore, perché gli rompeva le palle studiare filosofia. E aveva ragione”.

Sul caso Brizzi: “Credo che sia una persona seria e mi pare che il tribunale abbia confermato questo mio pensiero e questa mia ipotesi. L’archiviazione è giusta, fin dal primo momento ho intuito che nei suoi confronti non c’era nulla. Non mi piacciono tutte queste accuse sparate contro di lui a capocchia”.