Latte, Coldiretti: "I prezzi strozzano i pastori, sono illegali"

Sullo sciopero del latte attualmente in corso in Sardegna prende posizione anche la Coldiretti. “Le remunerazioni offerte non solo sono indegne ed offensive per i pastori ma anche illegali” afferma infatti l’associazione a difesa del settore primario italiano.

Le norme sulla concorrenza – spiega la Coldiretti citando l’articolo 62 della legge 1/2012 – vietavano qualsiasi comportamento del contraente che imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, abusando della propria maggior forza commerciale. Tra queste, qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione“.

Un obiettivo condiviso anche dall’Unione Europea, che si appresta ad approvare la nuova direttiva contro le azioni commerciali inique e immorali che entro la prima settimana di marzo dovrebbe arrivare in Aula al Parlamento” continua la Coldiretti, sottolineando l’urgenza della necessità di contrasto allo squilibrio commerciale, che favorisce le speculazioni lungo la filiera.

Bisogna intervenire per garantire un trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari, come nel caso dei pastori sardi e dei loro greggi nei confronti dell’industria casearia” afferma quindi la Coldiretti. “Questa esigenza sarà sollevata domani martedì 12 febbraio alle ore 9.30 davanti a Piazza Montecitorio con una delegazione di pastori ospitata per far conoscere alle Istituzioni nazionali la tragedia del latte“.

La situazione secondo la Coldiretti è insostenibile perché il prezzo offerto dal “cartello” delle industrie casearie è inferiore a 60 centesimi al litro. Questo prezzo porterà alla chiusura di quasi 12.000 allevamenti nella sola Sardegna, terra di pascolo per quasi 2.600.000 pecore (40% della popolazione ovina d’Italia). Ad essere messo in crisi, di rimbalzo, sarà anche il pecorino romano, prodotto dop e nel 60% dei casi prodotto con latte sardo.

Non ci sono più le condizioni per sedersi ad un tavolo con chi è rimasto sordo e indifferente alle proposte avanzate per dare risposte a un vero dramma. Attendiamo che l’associazione industriali proponga ai pastori della Sardegna il prezzo del lattee, che in questi mesi non è stato né trattabile né modificabile” attacca la Coldiretti.

“In ballo c’è il futuro di migliaia di famiglie, un settore economico strategico per il Made in Italy e il futuro della stessa Sardegna, il cui territorio è destinato al 70% al pascolo. Negli ultimi dieci anni, un milione di pecore sono morte per colpa delle irresponsabili scelte industriali” conclude la Coldiretti.