TAV bocciata: “7 miliardi di troppo”. Commissario Foietta sbotta: “dati gonfiati”

La TAV Torino-Lione è stata bocciata. Secondo lo studio costi-benefici pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture, redatto dalla task force guidata da Marco Ponti su incarico di Danilo Toninelli l’opera porterebbe a una perdita di 7 miliardi.

I dati sono impietosi ma non è una valutazione negativa nei confronti della Francia o dell’Unione Europea” spiega il Ministro dei Trasporti. “La decisione finale spetta ora al Governo” ha concluso, prendendo tempo per riflettere in virtù della perizia condotta dalla task force ministeriale.

Una riflessione che dovrà tenere conto anche dell’aspetto giuridico: difatti, secondo i tecnici, i contenziosi in caso di rinuncia ammonterebbero al 30% dei costi quantificati. Una cifra che, peraltro, non sarebbe sicura in quanto l’Avvocatura dello Stato ha affermato che non è possibile determinare in modo netto i costi in caso di scioglimento degli accordi, dati i molteplici profili evidenziati, ma sembra che una percentuale del 30% possa essere realistica.

Se però per il Ministro “i numeri dell’analisi economica e trasportistica sono negativi“, il Commissario Straordinario per l’Asse Ferroviario Torino-Lione Paolo Foietta non sembra assolutamente convinto. “Mi riservo di vedere nel dettaglio i numeri, a occhio mi sembra che dalla farsa siamo passati alla truffa” è la pesante accusa rivolta al Governo.

Quella del Ministero è un’analisi truffa, realizzata col fine esclusivo di far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone” denuncia Foietta. “I costi sono ampiamente gonfiati, mentre c’è una sottovalutazione incredibile dei benefici ambientali e sociali” sostiene, asserendo che non sia possibile calcolare sui parametri odierni il flusso commerciale, che invece potrebbe risentire positivamente del completamento di un’opera così lungamente attesa.

Inoltre – prosegue il Commissario – rilevo anche una grave sottovalutazione dei traffici, sui quali l’analisi prende una colossale cantonata, senza contare le accise e il mancato introito per lo spostamento dei traffici da gomma a rotaia. Calcolare tutto ciò come una negatività è contro ogni logica e buon senso“.

Secondo Foietta, infine, i numeri più realistici dell’analisi costi-benefici sulla TAV sarebbero quelli presentati dai Quaderni dell’Osservatorio, pubblicati e messi a disposizione del Governo da tempo. L’Analisi Costi-Benefici dei Quaderni dava un risultato sostanzialmente positivo, con un bilancio in positivo per gli operatori tra 0,2 e 1,2 miliardi di euro, un bilancio delle esternalità tra 12 e 14 miliardi di euro e una sostanziale riduzione degli incidenti trasferendo su rotaia i trasporti tradizionalmente orientati su gomma.

L’opera – si legge nel Quaderno dell’Analisi Costi-Benefici – trova la giustificazione economica nel sostanziale pareggio dei costi di costruzione e gestione e dei benefici trasportistici, entrambi attualizzati; oltre al sostanziale pareggio economico tra costi e benefici trasportistici, l’opera genera un consistente flusso di benefici netti derivanti da mancati effetti ambientali negativi” come l’effetto serra, l’incidentalità e l’inquinamento.

Si è dunque a un braccio di ferro, tra un Ministero dei Trasporti in quota Movimento 5 Stelle che sembra non voler proseguire nella realizzazione della TAV e il mondo tecnico che da anni ormai lavora su questo progetto che non vuole veder naufragare tutto il lavoro finora svolto. Quello che è certo – e che viene scritto anche nei Quaderni dell’Osservatorio – è che è difficile fare un’Analisi Costi-Benefici per un’opera di così lunga durata. Non sembra infatti possibile stabilire oggi quello che sarà il mondo dei trasporti fra cinquanta o cento anni, anche alla luce degli enormi cambiamenti che negli ultimi 100 anni hanno investito la vita quotidiana.

Riccardo Ficara Pigini