Pastori Sardi. Greenpeace: "Filiera non equa. Fondi pubblici vanno a grandi aziende mentre piccoli produttori scompaiono"

 “Le proteste dei pastori sardi sono il sintomo evidente del fatto che qualcosa non funziona nella gestione delle filiere e nel meccanismo dei fondi della PAC”.

Questo è quanto ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia, commentando la crescente ondata di manifestazioni contro il basso prezzo del latte.

“Troppo spesso assistiamo a filiere non eque, che non sono in grado di garantire ai produttori non solo una remunerazione adeguata, ma neppure di coprire i costi di produzione. La produzione zootecnica, inoltre, è sempre più concentrata in grandi aziende, mentre i piccoli produttori scompaiono. Solo in Italia, nell’ultimo decennio, hanno chiuso oltre 320 mila aziende, un calo del 38 per cento. Mentre il numero delle aziende agricole “grandi” e “molto grandi” è aumentato complessivamente del 44 per cento”, continua Ferrario. 

“I fondi pubblici della PAC dovrebbero essere invece spesi per sostenere agricoltori e allevatori, in direzione di una transizione necessaria verso una produzione basata su metodi ecologici. Questo per ridurre la quantità complessiva di animali allevati, aumentare la qualità, preservare l’ambiente e garantire il sostentamento di agricoltori e comunità rurali, e non solo di pochi attori industriali”, ha concluso Federica Ferrario.