Olivi e Manica (PD): "Col Reddito di Cittadinanza Autonomia a rischio"

Forte scontento nel Partito Democratico trentino per la gestione del Reddito di Cittadinanza. I Consiglieri provinciali Alessandro Olivi e Alessio Manica non hanno fatto mancare critiche in questo senso, stigmatizzando le dichiarazioni del Presidente Maurizio Fugatti.

Olivi punta il dito contro la Giunta Fugatti, accusata di affrontare il tema della protezione sociale, del lavoro e del welfare con – a suo dire – improvvisazione e confusione.

Dopo aver frettolosamente incorporato nell’impianto dell’Assegno Unico una parte della norma nazionale – dichiara Olivi – ora si pensa di impugnare quest’ultima e di chiedere di assegnare al Trentino le risorse statali del Reddito di Cittadinanza“.

Uno strabismo politico per cui prima si svende l’Autonomia e dopo la si rivendica. Un’Autonomia a scoppio ritardato, un colpo al cerchio e uno alla botte che cela in realtà un atteggiamento subalterno al Governo nazionale, dimostrando l’assenza di un progetto e di uno sguardo lungo” attacca il Consigliere Dem.

Sarà molto difficile motivare anche dal punto di vista giuridico un eventuale ricorso fondato sulla competenza primaria del nostro Statuto, dopo averla scardinata richiamando l’applicazione diretta delle norme emanate dal Governo” sostiene Olivi, che ritiene vi sia l’unica strada percorribile di accodarsi alla proposta della Provincia di Bolzano. “Le vertigini del potere da un lato e la retorica del cambiare dall’altro rischiano di fiaccare la credibilità della nostra autonomia“.

Sulla stessa linea d’onda anche Manica: “Siamo alle comiche, peccato che non ci sia nulla da ridere. Prima la Giunta e la maggioranza approvano una legge di variazione di bilancio con cui smantellano l’Assegno Unico e adottano il Reddito di Cittadinanza prima ancora che questo sia legge, accantonando uno strumento invidiatoci da tutti per adottare una politica assistenzialista che incentiverà comportamenti opportunistici“.

Poi – continua il Consigliere del PD – annunciano di voler impugnare il decreto sul Reddito di Cittadinanza in quanto lesivo dell’autonoma regionale. Sono basito dall’assenza di logica! Sarebbe stato meglio se, come richiesto dalle minoranze, si fosse evitato di adottare il Reddito di Cittadinanza solo per far piacere a Salvini e si fossero invece tutelati gli strumenti della nostra Autonomia“.

La maggioranza – conclude Manica – ha compiuto un atto gravissimo, svendendo la nostra Autonomia e togliendo a molti trentini uno strumento importantissimo di protezione e inclusione sociale. Grazie a questa maggioranza, l’Autonomia trentina ha iniziato a perdere la propria specialità ed autorevolezza“.