Lupi, Dallapiccola (PATT): "Le parole della Cattoi offendono il Corpo forestale"

Duro attacco di Michele Dallapiccola alla deputata leghista Vanessa Cattoi, che nei giorni scorsi aveva presentato le proposte escogitate insieme a Diego Binelli per la gestione dei grandi carnivori.

In particolare, la Cattoi aveva previsto tre punti: il censimento puntuale sulla presenza dei grandi carnivori; la relazione tecnico-scientifica atta a definire i livelli minimi di presenza dei grandi carnivori a seconda dell’estensione territoriale e delle peculiarità orografiche; un piano di intervento per il contenimento del numero di esemplari presenti, usando anche la pratica di sterilizzazione o il prelievo forzoso con messa in cattività, utilizzando anche dei taser.

Ma non sono tanto le soluzioni a scatenare l’indignazione di Dallapiccola, quanto piuttosto le accuse che la Cattoi ha riversato al PATT, ovvero di aver comunicato alla cittadinanza dati non corrispondenti al vero al solo scopo di sostenere un vero e proprio business del lupo.

Le parole di Vanessa Cattoi offendono il Corpo Forestale del Trentino e tutta la nostra Comunità” attacca quindi Dallapiccola. “L’incompetenza di questa signora è sconcertante ed è più grande solo della sua malafede“.

Dubitare da un lato della sincerità dei dati che la forestale ci trasmette sui lupi e canzonare i cittadini con la storia della pistoletta elettrica per cercare di tranquillizzarli è assurdo” continua il consigliere del PATT. “Inoltre da veterinario dico che il lupo può davvero viaggiare per tantissimi chilometri“, rispondendo alle accuse della Cattoi che stigmatizzava la narrazione offerta dal PATT della provenienza da oltre il confine sloveno del lupo.

In verità non mi stupisce il suo atteggiamento, non fosse solo per il fatto che due anni fa anche lo stesso Fugatti, interrogandomi in aula a tal proposito da consigliere di minoranza, rideva sguaiatamente nell’apprendere che la genetica del primo maschio registrato in Lessinia nel 2012 proveniva dalla Slovenia” rimarca Dallapiccola. “Si tratta di uno dei più interessanti casi di studio di profilo europeo intorno ai grandi carnivori, per il quale siamo conosciuti in tutto il mondo. Fugatti è, oggi, il capo di quel Corpo Forestale che la Cattoi, oggi, disconosce“.

La verità – continua il consigliere – è che il problema del lupo non si risolve davanti alle telecamere o sui giornali, ma lo si deve affrontare con taglio scientifico, ovvero svolgendo quei tanto criticati incontri informativi che la Provincia ha sempre fatto. La Provincia non è né a favorecontro il lupo, la Provincia lo deve gestire rispettando le leggi vigenti“.

Si faccia informazione seria e non allarmismo, ci si metta la faccia in incontri pubblici e si annuncino stanziamenti finanziari straordinari anche in virtù delle prerogative della nostra autonomia per attivare specifici canali di finanziamento per il trinomio recinti-cani-pastori, l’unica vera ricetta per proteggere gli allevatori dai danni da lupo” sostiene Dallapiccola.

Le vere risate se le faranno le amministrazioni nazionali ed europee che il problema del lupo lo vivono in maniera più pesante di noi ma senza avere tutti quegli strumenti che l’Autonomia ci concede. Noi li sprechiamo e addirittura li rifiutiamo per pura demagogia, come nel recente caso del reddito di cittadinanza” conclude il Consigliere.