Salvini: "Governo non può decidere che musica va in onda, è solo un consiglio"

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini è intervenuto questa mattina all’emittente radiofonica RTL 102.5, nel corso della trasmissione “Non Stop News”.

Una delle domande poste era legata alla proposta di legge, presentata dalla Lega, di introdurre una quota di canzoni italiane all’interno di ogni programmazione radiofonica. “Ogni radio fa il suo palinsesto, la musica è quanto di più soggettivo esista” ha risposto immediatamente Salvini. “Per una settimana mi hanno criticato perché non sono riuscito a dire che mi piaceva la canzone di Mahmood vincitrice a Sanremo e che preferisco Vasco Rossi, figuratevi se non sono d’accordo con la libertà di scegliere la musica che si vuole ascoltare“.

Il Ministro ha comunque confermato l’esistenza del progetto di legge: “Il progetto è stato richiesto da tanti artisti italiani che dicono di arrivare fino al centimetro finale e poi non hanno lo sbocco finale. Ma il Parlamento non può decidere che musica debba andare in onda, si tratterà solo di un invito, un consiglio. Vale per la musica come per lo sport: se ci fosse più apertura verso gli italiani sarebbe un bene per la nostra cultura e per il lavoro“.

I conduttori incalzano però Salvini, sostenendo che la Rai ad esempio potrebbe sottostare a questa richiesta. “In Rai non metto becco, sennò si offendono i Fazio e i Saviano di turno. In Francia ci sono quote per legge, a me piacerebbe che ciò avvenisse spontaneamente. Come quando vai a fare la spesa, nessuna legge può obbligarti a comprare prodotti italiani, ma quelli rappresentano una sorta di garanzia per la salute“.

La musica è bella perché è varia e ognuno ascolta quello che vuole, sarebbe però un bene per tutti se i nostri ragazzi avessero più spazio” sostiene quindi Salvini, che conclude: “Mi sono messaggiato con Mahmood, purtroppo ho altri gusti musicali, magari piacerà a mio figlio. Ad esempio non mi è dispiaciuto l’ultimo pezzo di Fedez: lui non mi è molto simpatico, ma se una cosa gradevole lo è a prescindere dall’autore“.