Fusaro sul caso Diciotti: "Magistratura ha agito per colpire il governo ricalcando i metodi del 1992"

Il filosofo Diego Fusaro è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Riguardo la consultazione online del M5S sul caso Diciotti. “A mio giudizio questa piattaforma Rousseau è un’ottima iniziativa, a patto che venga utilizzata in maniera intelligente quindi su questioni sulle quali è effettivamente bene interpellare i cittadini- ha affermato Fusaro-. Sulla questione del procedimento rispetto a Salvini a mio avviso è stato un gesto improprio e inopportuno, per fortuna poi ha dato quell’esito, ma in realtà ha rischiato di mettere a rischio la tenuta del governo e rivelarsi uno strumento nocumento del M5S in primis. Ben vengano forme di democrazia diretta su alcuni campi, ma su altri a mio giudizio può essere solo improduttiva. Su questioni tecniche e giuridiche non credo che si possa rimettere ai voti, è l’antico dilemma di Cristo e Barabba, la verità non si mette ai voti. Come osservatore e analista della politica, dico che da subito i vertici del M5S avrebbero dovuto decidere d’imperio di evitare tutto questo nella chiara consapevolezza che il gesto della magistratura era esso stesso un gesto politico per colpire il governo. Prima ci hanno provato con lo spread e adesso con la magistratura, ricalcando i metodi del 1992. Questo era un chiarissimo caso di ingerenza della magistratura nella politica. Se fosse prevalsa la volontà di procedere contro Salvini ne sarebbero scaturite conseguenze gravi, sarebbe crollato il governo e si sarebbe realizzato un colpo di Stato giudiziario. Sarebbero arrivati i tecnici senza cuore di Bruxelles che avrebbero imposto, come avvenuto con la giunta militare di Mario Monti nel 2011, austerità repressiva e riforme lacrime e sangue”.