Anarchici. Moranduzzo: "Manifestazioni pro anarchici contro principi fondanti di qualsiasi Stato democratico"

Nonostante siano passati alcuni giorni dall’arresto dei 7 anarchici coinvolti nei disordini delle scorse settimane, la questione continua ad essere di strettissima attualità e a caratterizzare l’attenzione mediatica locale.

A voler tornare sulla vicenda, in questa occasione, è stato il Consigliere provinciale della Lega Trentino, Devid Moranduzzo, che è tornato a parlare della delicata questione delle manifestazioni organizzate in favore dei 7 anarchici arrestati negli scorsi giorni in Trentino.

A seguito dello smantellamento della cellula anarchico-insurrezionalista, avvenuto grazie ad un blitz dell forze dell’ordine lo scorso 19 febbraio, erano state numerose le manifestazioni di vicinanza per i 7 terroristi arrestati. Manifestazioni che avevano causato anche qualche disagio come la mutilazione della statua di Alcide De Gasperi in Piazza Venezia a Trento.

In merito a questi episodi il Consigliere Devid Moranduzzo, attraverso una nota, ha commentato: “cercare di dare un’immagine di normalità alle manifestazioni e alle riunioni organizzate da anarchici e sigle varie a sostegno di coloro che sono stati arrestati nei giorni scorsi mi lascia piuttosto esterrefatto, dato che parliamo di vere e proprie celebrazioni di gruppi che operano contro le istituzioni e contro i principi fondanti di un qualsiasi Stato democratico”.

Proseguendo nell’intervento Devid Moranduzzo ha aggiunto di essere un grande sostenitore della libertà d’espressione, ritenuta uno dei principi cardine di ogni società civile, specificando come sia impossibile accusarlo del contrario. Nonostante ciò però, per il Consigliere è importante definire il limite entro il quale diventi necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine.

Gli unici, che possono intervenire, e al bisogno, bloccare tutto ciò che possa contribuire ad acuire una problematica così importante quale l’incitamento all’odio e alla violenza.

Infine, il Consigliere provinciale della Lega Trentino ha concluso l’intervento evidenziando: “concludo riportando il discorso pronunciato il 6 dicembre 2001 dall’allora Arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini: “chi di noi ha l’età per ricordare i tempi della contestazione del ’68 sa che la noncuranza e la leggerezza ostentata anche da chi avrebbe avuto la responsabilità di giudicare e di punire, rispetto ad atti minori di vandalismo e disprezzo del bene pubblico, ha aperto la via a gesti ben più gravi e mortiferi. Chi getta oggi il sasso e si sente impunito, domani potrà buttare la bomba o impugnare la pistola”.