Degasperi (M5S): "Delle 143 interrogazioni presentate, 21 hanno avuto risposta"

Filippo Degasperi, Consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, ha voluto esprimere il suo pensiero circa le numerose interrogazioni presentate e rimaste ancora senza risposta.

Attraverso una nota Filippo Degasperi ha dichiarato: “La legislatura è partita ormai da quasi 4 mesi, un periodo da cui si possono già trarre alcuni spunti. Fin dal 20 novembre 2018, abbiamo avviato l’attività politica confluita in una serie di atti ed in particolare in 143 interrogazioni. Di queste, solo 21 hanno finora ottenuto risposta, ma tra i tanti ambiti di verifica, ce n’è uno da cui, 108 giorni dopo, non è arrivata ancora una risposta che sia una, eccezion fatta per l’incredibile rifiuto di rispondere in merito alla vicenda della biblioteca del Primiero“.

Il Consigliere pentastellato attacca poi direttamente l’Assessore provinciale alla Cultura – nonché Segretario Nazionale della Lega Trentino – Mirko Bisesti: “Si tratta dell’ambito della scuola e della cultura, quello in cui l’Assessore Bisesti aveva provato a mostrare i muscoli attraverso ispezioni e ingerenze con cui si sono messe in discussione il rispetto delle regole da parte degli insegnanti e l’autonomia delle scuole. Evidentemente però, quando tocca all’Assessore rispettare i regolamenti e i 30 giorni previsti per rispondere alle interrogazioni, il piglio e la determinazione svaniscono“.

Tra le interrogazioni senza risposta, che riguardano la scuola e la cultura, ce ne sono alcune per le quali la mancata risposta è sconcertante” continua Degasperi. “C’è per esempio quella sulla scuola privata Steam di Rovereto autorizzata a tempo di record dal Dipartimento della Conoscenza, al quale tuttavia non sono bastati 106 giorni per rispondere alle domande da noi avanzate. C’è quella sulle scuole musicali, ormai trasformate in orticelli coltivati privatamente. C’è quella relativa ai finanziamenti agli enti di formazione professionale privati e quelle sulle iniziative adottate per altalene e corsi sulla parità di genere dall’assessore-ispettore, rimaste clamorosamente inevase nonostante le certezze sbandierate a parole“.

Evidentemente la politica e l’amministrazione sono più complicate e più serie rispetto ai selfie e alle scampagnate presso le scuole trentine con ufficio stampa e fotografo al seguito. Verrebbe da citare Robert de Niro per contrassegnare una gestione che per ora ha mostrato solo chiacchiere e distintivo ha poi concluso l’ex candidato alla Presidenza della Provincia di Trento.