Scuole di Formazione professionale in Trentino, Degasperi: “Un buco da 45 milioni l’anno”

Dura critica al mondo delle scuole private di formazione professionale da parte di Filippo Degasperi, Consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle in Trentino.

Renzi aveva etichettato la Formazione professionale come un buco nero. Non aveva certo tutti i torti” sostiene il consigliere pentastellato in un comunicato stampa nel quale attacca i 45 milioni di euro attraverso i quali vengono finanziate le scuole private di formazione professionale.

Dalla risposta scritta che l’Assessore all’Istruzione Mirko Bisesti ha fornito al Consigliere, risulta infatti che i contributi agli enti privati che si occupano di formazione professionale, erogati nel 2017 – e quindi con la Giunta Rossi – siano ammontati complessivamente a 44.795.946,32 di euro. Una cifra che vede un sostanziale aumento della spesa rispetto al 2016, quando la somma si fermò a poco meno di 43 milioni.

A impressionare è anche il costo dirigenziale, con una spesa di 1,6 milioni nel solo 2017 per i dirigenti e i direttori, senza contare il costo del personale, superiore a 850.000 euro. A una spesa totale di circa 2 milioni e mezzo, fanno però da contraltare gli iscritti ai corsi di formazione: appena 4.158 iscritti nelle cinque diverse strutture, l’Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti Grafiche, il Centromoda Canossa, l’Enaip Trentino, l’Università popolare Trentina e il Centro di formazione scolastica e di formazione professionale “Veronesi”.

Facendo un mero calcolo aritmetico, viene fuori che la formazione professionale di ogni singolo iscritto costa alla Provincia autonoma di Trento oltre 10.000 euro, ma soprattutto che l’apparato dirigenziale delle strutture – composto da dirigenti, direttori e loro collaboratori – incassa una cifra vicina ai 30.000 euro a testa.

Il sistema costruito negli anni dal Centrosinistra – continua Degasperi – che oggi ancora finge di scandalizzarsi per questi finanziamenti, prevede che la competenza primaria dell’Autonomia in materia di formazione sia quasi interamente appaltata ai privati“. “Senza bandi, senza gare, senza controlli che vadano oltre i meri aspetti formali, 5 fortunate ‘sorelle’ si spartiscono ogni anno una torta da 45 milioni di euro” denuncia il consigliere, che vorrebbe invece rivedere in mano pubblica la gestione di tali istituti.

A questo si aggiungono sedi, laboratori tutti a spese delle case pubbliche, oltre ai compensi stellari dei dirigenti” attacca ancora Degasperi. “Urge un profondo ripensamento del modello che per noi non può che passare dal superamento di questo club di fortunate associazioni private, per arrivare a un’unica agenzia di formazione saldamente in mano alla Provincia. Anche su questo argomento non cambierà nulla?” conclude polemicamente il grillino.

Riccardo Ficara Pigini