Accusò la Polizia di percosse. Marocchino condannato a 3 anni per calunnie

Si è conclusa con una condanna a 3 anni e 40 mila euro di risarcimento la vicenda del marocchino che, dopo essere stato arrestato, aveva accusato quattro agenti di Polizia di averlo percosso.

La vicenda risale allo scorso novembre, quando Mohamed Abibou, un marocchino di 29 anni, aveva riferito in tribunale di essere stato picchiato dagli agenti di polizia dopo essere stato arrestato all’interno di un bar di Aosta e avever passato la notte in cella.

Fortunatamente le telecamere della Questura e i testimoni nel bar, hanno smentito qualsiasi forma di violenza, attestando al contrario, che lo stesso prendesse a calci e pugni le pareti, procurandosi lividi. Mohamed Abibou a seguito del processo è stato condannato per calunnia a 3 anni di reclusione e a risarcire i quattro agenti con 10mila euro ciascuno.

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), ha parlato della vicenda dichiarando: “A seguito delle false accuse nei confronti del collega, è stato aperto un fascicolo di indagine per lesioni, conclusosi con l’archiviazione, perché grazie alle telecamere, le menzogne sono state smentite, tanto da indurre il PM ad accusare il 29enne per calunnia”

Paoloni proseguendo nel suo intervento ha aggiunto: “Questo è il motivo per il quale non smetteremo mai di chiedere di essere dotati di videocamere su divise, auto di servizio e celle di sicurezza. Posso assicurare che la tendenza ad accusare i colleghi che intervengono, è assai diffusa. Il delinquente sa che accusare il collega, fa in modo che questi passi da testimone a imputato in procedimento connesso, e che la sua unica preoccupazione sarà difendersi nel suo processo anziché accusare il soggetto fermato”.

“La menzogna si combatte solo con la verità, e le telecamere ne sono strumento” ha poi concluso il Segretario Stefano Paoloni.