A22, Urzì: "La truffa al concessionario svela la fregatura per gli utenti"

Continuano le polemiche per la nuova gestione dell’A22 dopo l’intervento diretto del Ministero. Alessandro Urzì, della lista L’Alto Adige nel Cuore – Fratelli d’Italia è intervenuto al riguardo con un comunicato stampa.

Quindi funziona così: prendi l’AutoBrennero, paghi il pedaggio e se ti fermi alla stazione di servizio ad acquistare un cioccolatino o un pezzo di speck tu non lo sai, ma paghi una percentuale alla Società dell’A22. Questa percentuale varia dal 5% per i prodotti tipici locali al 49% degli altri generi di consumo” denuncia il Consigliere provinciale della minoranza italiana.

L’inchiesta della Guardia di Finanza scoppiata in queste ore non solo ha dimostrato quella che appare come una colossale truffa, ma ha anche raccontato agli utenti dell’A22, società quasi interamente pubblica, che ad imboccare l’autostrada e fermarsi alla stazione di servizio farà fare affari d’oro in un colossale sistema per fare cassa” continua Urzì.

Annunciando l’immediata presentazione di interrogazioni alla Regione Trentino-Alto Adige ed alla Provincia Autonoma di Bolzano per conoscere i dettagli di questo sistema che renderebbe – a dire del Consigliere – l’A22 una macchinetta mangiasoldi per gli utenti, Urzì chiederà conto dell’esistenza di precisi obblighi dei concessionari a chiedere la tassa non solo sul pedaggio ma anche sulle consumazioni alle stazioni di servizio.

Fosse una libera scelta del concessionario, si chiederà che la Regione, le Province e gli altri enti pubblici proprietari rivedano questo sistema, eventualmente attraverso semplici contratti di gestione, perché come è oggi l’utente appare esclusivamente come una gallina dalle uova d’oro da sfruttare, offrendogli in cambio pedaggi fra i più salati d’Europa e code permanenti, a cui ora si aggiunge l’annuncio dell’introduzione di limiti di velocità paranoici come i 100 km/h” conclude Urzì.