Casa Goethe, Urzì (Alto Adige nel Cuore-FdI): "Da Achammer risposte evasive"

Alessandro Urzì, Consigliere provinciale per la lista Alto Adige nel Cuore – Fratelli d’Italia, vuole vederci chiaro sulla casa delle associazioni giovanili di lingua tedesca a Bolzano, ovvero Casa Goethe.

In particolar modo sono risultate non convincenti le dichiarazioni di Philipp Achammer, Assessore provinciale alla Cultura tedesca, secondo il quale a Bolzano negli ultimi anni sarebbero state realizzate una varietà di infrastrutture a favore delle associazioni italiane, senza contare la concessione di una serie di fondi e il ripristino recente dell’ex edificio Telecom in Corso Italia.

Non mi risulta che il palazzo ospiti associazioni di lingua italiana – ha risposto Urzì – e se l’assessore si riferiva all’ex Telefoni di Stato, vale la pena ricordare che si tratta di un edificio abbandonato e vuoto, altro che sede delle associazioni italiane“.

Urzì, che ha presentato anche un’interrogazione a riguardo, ha contestato anche un’altra dichiarazione di Achammer, nella quale l’Assessore affermava che i quattro sodalizi cui la Provincia ha assegnato la sede a Casa Goethe non siano da ritenere esclusivamente di lingua tedesca, in quanto lavorano i tutti i gruppi linguistici.

L’assessore dovrà chiarire, dati alla mano, da cosa desume che le associazioni ospitate a Casa Goethe operino sostanzialmente a favore del gruppo linguistico italiano tanto da meritare di occupare la sede che era stata inizialmente prevista proprio per ospitare anche associazioni di lingua italiana” risponde il Consigliere.

Urzì ha dunque chiesto, attraverso un’interrogazione, di sapere quali siano le infrastrutture realizzate dalla Provincia a favore delle associazioni italiane, come sia stata svolta la ricerca di mercato per individuare gli interessati ad utilizzare i locali di Casa Goethe e quale pubblicità sia stata data all’iniziativa e per quale ragione e da chi sia stato deciso che a casa Goethe trovassero posto solo associazioni di lingua tedesca, considerato che il progetto originario prevedeva di ospitare associazioni di ogni gruppo linguistico.