Calenda e il nuovo modo di fare opposizione: prendere in giro Salvini travestendosi da zorro

Ha dell’incredibile quanto successo ieri all’interno della trasmissione “Un giorno da Pecora” andata in onda su Rai Radio1, Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo Economico, ha deciso di travestirsi da Zorro per prendere in giro il Ministro Matteo Salvini.

Matteo Salvini, all’interno del libro/intervista “Io sono Matteo Salvini” aveva ricordato come da bambino fosse un grande ammiratore dell’iconico giustiziere mascherato, aggiungendo come fosse stata grande la delusione quando, all’asilo, gli avevano rubato il pupazzetto del protagonista della saga, Don Diego de la Vega in arte Zorro.

Questi ricordi d’infanzia, uniti ai controversi sentimenti che da sempre la figura di Salvini suscita sul popolo italiano, erano stati il pretesto perfetto per numerosi contestatori del Ministro dell’Interno per presentarsi ai comizi della Lega mascherati da Zorro, tentando di irridere Matteo Salvini e i suoi fanciulleschi ricordi.

Sino a ieri però, queste “argutissime” iniziative erano sempre state appannaggio esclusivo dei manifestanti, mai nessun personaggio pubblico si era permesso di ironizzare così apertamente su una parte della vita personale che di solito viene lasciata in pace, considerata l’innocenza dell’età.

Ieri però qualcosa è cambiato: Carlo Calenda, ospite della trasmissione condotta da Geppi Cucciari Giorgio Lauro, incalzato dai conduttori ha deciso di oltrepassare il limite e vestire, per qualche minuto, i panni di Zorro. L’esponente prestandosi a questo scherzo, dal gusto più che dubbio, sembra essersi dimenticato del suo ruolo, trasformandosi apparentemente in un comune manifestante (com’era già successo nel caso dell’uomo mascherato a Milano).

Se da un lato il travestirsi da Zorro poteva anche essere reputato “divertente”, dall’altro è evidente come una persona politicamente esposta come Carlo Calenda, impegnato tra l’altro nella campagna elettorale per le Elezioni Europee, debba rispettare sempre determinati limiti: criticare un avversario politico per le sue idee o le sue dichiarazioni è un conto, doversi ridurre a ironizzare sui ricordi d’infanzia degli avversari politici, oltre a essere moralmente discutibile, mette in evidenza come non si abbiano altri argomenti per avvalorare le proprie tesi.

Quello che nella mente di Calenda e dei conduttori della trasmissione doveva essere probabilmente “un simpatico sfottò”, si è però rivelata un arma a doppio taglio, con molte persone che hanno giudicato eccessiva l’ironia con la quale l’ex Ministro dello sviluppo economico ha voluto “prendere in giro” un avversario politico per un gesto che accomuna tutti i bambini come quello di, volando con la fantasia, identificarsi con personaggi eroici come Zorro, Superman o Batman.

Carlo Calenda con questo “scivolone” ha mostrato, ancora una volta, come la corsa ad un seggio in Europa sia una campagna senza esclusione di colpi, che non risparmia nemmeno i ricordi d’infanzia dei propri avversari politici.

Resta solo da vedere se la sua ironia verrà premiata dagli elettori o se questo gesto rimarrà tra le “chiacchiere da campagna elettorale”.

C.R.

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Di Verona, giornalista pubblicista dal 2021. Collabora con Secolo Trentino dal 2017, occupandosi principalmente di Cultura, Società e Politica.