Galli (Lega): "Avanti con autonomia e flat tax"

Il Sottosegretario allo sviluppo economico Dario Galli (Lega), è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulle parole di Di Maio (‘Abbiamo sempre trattato la Lega alla pari, ora ci aspettiamo che loro facciano lo stesso con noi’). “Mi pare che qualche settimana fa Di Maio abbia rimarcato che i 5 Stelle hanno la maggioranza nel Consiglio dei ministri –ha affermato Galli-. Detto questo, la sostanza delle sue parole è assolutamente condivisibile. Questo governo sta cercando di seguire la traccia del contratto di governo. Salvini sta chiedendo proprio questo. Mi pare che l’atteggiamento sia assolutamente responsabile, non stiamo qui a trattare lo strapuntino in più o in meno. Autonomia e flat tax che sono nel contratto di governo devono essere portate avanti con forze. Su altre cose come la Tav mi pare di capire che si aspettasse il risultato di queste elezioni per capire quale sia il sentimento popolare e il risultato in Piemonte mi pare incontrovertibile da tutti questi punti vista, credo che questo debba essere preso in considerazione”.

Sul salario minimo. “Cosa vuol dire salario minimo? 9 euro netti o lordi? Comprensivi dei contributi Inps? Da parte di una forza politica che vuole gestire queste cose, sparare un numero senza spiegare nel dettaglio cosa rappresenta è un po’ limitativo. Bisogna articolare meglio prima di proporre qualcosa”. 

Sui nuovi equilibri in Europa. “L’Europa, pur avendo il più grande patrimonio tecnologico industriale, pur essendo la parte del mondo con la qualità della vita più alta, è la zona del mondo dove si cresce meno e c’è maggiore disoccupazione rispetto agli altri macrosistemi economici del mondo che usano politiche completamente diverse da quelle europee. Qui non si tratta di essere sovranisti o globalisti, si tratta solo di essere persone di buon senso. A qualcuno non viene il dubbio che questo modello economico dell’UE qualche problema lo abbia dato? Con rapporti di forza comunque cambiati rispetto a prima, ci sarà qualcuno in più che metterà sul tavolo dei ragionamenti per cambiare questo modello”.

Sulla possibile multa da Bruxelles. “La Commissione Ue è come l’Onu che ci manda la lettera a noi sul decreto sicurezza e poi si tiene al suo interno Paesi come la Corea del Nord. C’è un atteggiamento talmente ridicolo da parte di queste istituzioni europee nell’affrontare i problemi che è assolutamente imbarazzante. Cosa ci stiamo a fare in questa banda di squinternati? Abbiamo dei problemi e anziché aiutarci come dovrebbe essere in una comunità ci fanno la multa perché abbiamo il debito alto, cioè a uno che ha più debito gli chiedono altri soldi”.