Carola in copertina su Der Spiegel: il nuovo manifesto immigrazionista

Sea-Watch Captain Carola Rackete

Carola in copertina su Der Spiegel: ecco il prosieguo dell’attività della capitana della Sea Watch, salita agli onori delle cronache per aver sfidato Matteo Salvini e l’ordine inviato alla nave di non attraccare nel porto di Lampedusa. Lo scorso giugno, dopo aver forzato la chiusura del porto è stata anche arrestata con l’accusa di resistenza a una nave da guerra e tentato naufragio con l’aggravante di aver messo in pericolo la vita dei 42 rifugiati che aveva a bordo.

Il caso presenta anche interessanti risvolti sia politici che giurisprudenziali: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha affermato che, ai sensi dell’articolo 39 della Convenzione europea sono previste “misure provvisorie” quale il forzare il divieto di attracco in un porto, solo se esiste un “rischio immediato di danno irreparabile”, giudicando evidentemente come diversa la situazione della Sea-Watch; molti esponenti politici hanno inoltre sostenuto Salvini, tra cui deputati dell’Alternative für Deutschland e del Volkspartij voor Vrijheid en Democratie, partito di Governo in Olanda.

Dopo aver conquistato l’interesse dell’opinione pubblica italiana, adesso Carola è tornata in patria per diventare l’eroina immigrazionista della Germania. Il settimanale Der Spiegel, una delle testate più influenti del mondo, le ha infatti dedicato la copertina dell’ultimo numero.

La copertina di Der Spiegel

Captain Europe” la definisce il quotidiano, sostenendo come la sua azione sia la risposta ideale alle politiche di Salvini e Seehofer: il tedesco è stato colpito particolarmente dall’articolo-intervista alla Rackete, che ha dichiarato che mentre le città tedesche erano disposte ad accogliere i migranti della sua nave, il Ministro dell’Interno tedesco respingeva le richieste.

Su Salvini, poi, si preme proprio il piede sull’acceleratore: dopo aver accusato il leader leghista di violare i diritti umani (Salvinis Politik verstoße gegen Menschenrechte si legge sulla pagina online della rivista), la capitana si scaglia contro il linguaggio di Salvini, definito irrispettoso e inappropriato.

L’intervista-sviolinata si conclude con una presa di posizione dell’eroina Carola: “Sono una persona che preferisce agire anziché parlare“. Si era visto anche in fase decisionale nel corso dei 17 giorni passati in mare a fare avanti e indietro nella speranza che da Lampedusa arrivasse il placet.

Naturalmente non è passato inosservato tutto ciò. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha subito stigmatizzato copertina e intervista attraverso il suo profilo Instagram: “Tutto programmato e pianificato. Adesso Carola è l’eroina di tutti i mondialisti e gli immigrazionisti che non vedono l’ora di rendere l’Italia il campo profughi d’Europa. Per la gioia di Francia e Germania con la complicità della sinistra italiana“.

Parole che hanno polarizzato ancora di più l’opinione pubblica, tra chi definisce la capitana una “pirata” e chi mette Carola in copertina su Der Spiegel. Perché poi chiamarla Captain Europe quando la stessa Corte di Strasburgo aveva dato ordine di non attraccare a Lampedusa è ancora da capire, nel frattempo è evidente che il simbolo degli immigrazionisti oggi è Carola Rackete e questa copertina diverrà il manifesto di un’intera corrente di pensiero.

RFP