Francia stanzia contributi per l'Ong che porta i migranti in Italia

Il tema dei migranti e dei loro relativi sbarchi sul suolo italiano è un tema che continua a caratterizzare non solo l’attenzione mediatica nazionale ma anche l’intera opinione pubblica europea.

Nonostante siano passate solo poche settimane dalla crisi provocata dalla nave Ong Sea Watch 3 e dal suo capitano Carola Rackete, oggi arrivano nuovi retroscena arrivano che sicuramente andranno ad alimentare il fuoco delle polemiche su questa delicata questione.

Se in Italia il comportamento del Capitano Rackete ha diviso l’opinione pubblica tra chi la ritiene un’eroina e paladina dei diritti umani e chi la ritiene alla stregua dei criminali per aver apertamente sfidato il Ministero dell’Interno, all‘estero il capitano di Sea Watch 3 sembra raccogliere più consensi che dissensi, ergendosi a vera e propria paladina dell’accoglienza.

A Parigi per esempio il Comune ha conferito a Carola la cittadinanza onoraria per le sue manovre al largo di Lampedusa e contestualmente è stato stanziato un contributo d’urgenza di 100 mila euro per sostenere una nuova campagna di salvataggi in mare di Sos Mediterranèe.

Quest’ultima iniziativa oltre che essere in pieno contrasto con la politica attuata dalla Francia in materia di accoglienza, i transalpini presidiano costantemente i loro confini impedendo gli ingressi, pone l’Italia in una posizione molto scomoda.

Sos Mediterranèe infatti è una nave ong che opera nel tratto di mare che separa le coste libiche da quelle italiane. Risulta evidente quindi come una nuova campagna della ong porterà sicuramente nuovi sbarchi sul suolo italiano, dato che i porti nostrani saranno quelli più “convenienti” dove portare i migranti.

Con questo nuovo (e scorretto) finanziamento la Francia si è garantita da una parte la possibilità di mostrare un’animo nobile e politicamente corretto, dall’altra si è assicurata che una buona parte degli sbarchi continuino ad avvenire sul suolo italiano, mantenendo immacolato quello transalpino.

Questa discutibile iniziativa dimostra, ancora una volta, come sul tema dei migranti l‘Europa sia divisa e priva della benchè minima unità d’intenti. Di facciata la maggior parte degli stati si dichiara favorevole all’accoglienza ma poi, quando si tratta di accogliere realmente i migranti nessuno li vuole sul proprio territorio e si ricorre a gesti chiaramente strumentalizzati come quello francese.

Sarebbe molto importante che l’Europa, su questo tema, smettesse di essere unita solo a parole e iniziasse a lavorare concretamente per mettere sul tavolo proposte che possano trovare concordi tutti i paesi europei. Solamente se ognuno si assumerà la proprie responsabilità si potrà risolvere questo annoso problema che, ad oggi, sembra senza soluzione.

Carlo Alberto Ribaudo

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Di Verona, giornalista pubblicista dal 2021. Collabora con Secolo Trentino dal 2017, occupandosi principalmente di Cultura, Società e Politica.