Affidi illeciti. Nuove proteste davanti al Palazzo della Provincia di Trento

Non si placano le polemiche intorno alla delicata questione degli “affidi illeciti”, questa mattina sulla recinzione del Palazzo della Provincia Autonoma di Trento è stato affisso, dagli esponenti di Casapound, uno striscione recante la scritta: “Parlateci di Bibbiano” con la P e la D ben evidenziate con i colori verde e rosso (come il simbolo del Partito Democratico).

Lo striscione fa riferimento alla vicenda del Comune di Bibbiano dove, a seguito della torbida vicenda sugli abusi perpetrati ad almeno sei minori che sarebbero stati strappati ai genitori naturali e dati in affido dietro compenso ad altre famiglie e centri, il Sindaco Andrea Carletti (appartenente al PD) è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Secondo l’accusa il Sindaco avrebbe affidato, in maniera irregolare, ad una associazione coinvolta nello scandalo diversi spazi pubblici.

Tornando all‘affissione dello striscione sulle grate del Palazzo della Provincia, è stato Filippo Castaldini a documentare il tutto con una foto sul suo profilo ufficiale di Instagram. Il post era accompagnato da una didascalia recitante: “Un sistema criminale sulla pelle dei bambini, diffuso e protetto da un sistema politico ben preciso con la connivenza di associazioni che vogliono distruggere la famiglia. Sono quelli che parlano di migranti, di gender, di “restare umani”.

Le parole di Filippo Castaldini evidenziano come a subire i danni maggiori di questa triste vicenda siano stati, ancora una volta, dei bambini innocenti che avrebbero subito abusi da chi invece doveva accoglierli e dare loro affetto e comprensione.

Questa vicenda fa tornare di stretta attualità la necessità di istituire, a Trento, una Commissione d’Inchiesta sulle Case Famiglia. Un organo che possa vigilare sulle modalità e sulle procedure con cui vengono portati via i bambini dalle loro famiglie e dati in affido, per far sì che quello di Bibbiano rimanga un caso isolato e non venga mai, in nessuna occasione, replicato in Trentino.