Femminismo sexual positive: il femminismo che non demonizza l’uomo

Femminismo non è una parola oscena. Penso soltanto che le donne appartengono alla popolazione umana con gli stessi diritti di chiunque altro”. Così la celebre pop star degli anni 80 Cyndi Lauper definisce il suo pensiero sul femminismo e su quello che è l’obbiettivo di questo movimento, ovvero una lotta in difesa dei diritti delle donne e per ottenerne la parità con quelli degli uomini in tutti gli ambiti della società. Dagli anni 70 il femminismo si è evoluto, diramandosi in molteplici correnti di pensiero, ma si è anche incattivito, assumendo un atteggiamento più radicale che demonizza la figura del maschio. Non tutte le correnti si pongono in questa maniera, anzi ne esistono di propositive, come il femminismo sexual positive.

Il pensiero femminista è un nido pieno di teorie ed idee molto interessanti varie tra di loro. Tra queste, negli anni 70 ha preso piede il femminismo sexual positive. Ovviamente si pone a favore della lotta ai diritti delle donne, ma lo fa attraverso la libertà sessuale e del proprio corpo. Questa frangia incanala la lotta femminile attraverso la pornografia, sia come attività ludica sia come mestiere vero e proprio, considerata come la forma di libertà più espressiva e non esclude nessuna minoranza sessuale e, soprattutto, non esclude l’uomo, che è parte integrante della libertà delle donne e non nemico agguerrito.

Le fazioni più radicali del femminismo, considerano la pornografia come una delle forme di sessismo per eccellenza, ove le donne – in questo caso specifico, le attrici porno – sono oggetti che normalizzano la violenza sessuale e, da tutto ciò, l’uomo è l’unico a trarre dei benefici. La pornografia viene considerata quindi dannosa a livello sessuale, sociale ed economico, visto che ne viene criticata aspramente pure la produzione. Il sacro graal di questo pensiero è il libro di Andrea Dworkin – saggista canadese e una delle principali esponenti del femminismo radicale – Pornography. Men possessing women – tradotto in italiano, Pornografia. Uomini che possiedono le donne – .

Il femminismo sexual positive, invece, considera questo concetto troppo estremo che condiziona la libertà sessuale stessa, togliendone l’effettiva potenza attraverso la censura. Molte pornostar – tra cui la celebre Sasha Grey – non pensano affatto di essere vittime di sessismo o di qualsivoglia forma di violenza carnale, ma difendono la loro professione come una liberissima scelta, riuscendo a crearsi un posto nella società. Tutto questo pensiero si può riassumere in una dichiarazione di Robin Morgan – scrittrice, poeta e giornalista statunitense – : “I benefici che la pornografia fornisce alle donne superano di gran lunga i suoi svantaggi“.

Detto tutto questo, c’è da fare un’ulteriore analisi: nel corso degli anni le donne sono trattate in maniera differenziale all’interno della società e, troppo spesso, anche in maniera fisica. Sono state e sono ancora considerate più deboli, considerate come prede in un mondo di predatori e per certi versi è davvero così.