Di Maio salva la Pernigotti

Il caso Pernigotti si sblocca. A confermarlo è Luigi Di Maio, che spiega come lo storico stabilimento di Novi Ligure resterà aperto. “Non ci saranno esuberi e, come ho sempre detto, chi lavora per un marchio e lo rende grande nel mondo non può essere licenziato. I dipendenti continueranno a lavorare tutti, sia per la Pernigotti che per altri marchi, così possono aumentare anche i posti di lavoro”, dice il ministro dello Sviluppo Economico.

Saranno due i nuovi investitori a scendere in campo per Pernigotti: si tratta della cooperativa torinese Spes che rileverà il ramo d’azienda che produce il cioccolato e il torrone, e dell’imprenditore Giordano Emendatori che rileverà, invece, il ramo relativo ai preparati per i gelati. Lo prevedono i due accordi firmati al ministero dello Sviluppo economico.

L’accordo è stato raggiunto a meno di un anno di distanza dall’annuncio da parte della proprietà turca Toksoz di voler fermare le attività del sito piemontese, mettendo a rischio il futuro dei lavoratori.

La società Pernigotti, ovvero la proprietà turca, “resterà titolare del marchio “Pernigotti 1860”, continuando la distribuzione e commercializzazione di cioccolato, praline, torrone e creme spalmabili”, come confermato da un comunicato dell’azienda di Novi Ligure, a valle dell’incontro che si è tenuto a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico.