Binelli (Agire): “Per la sinistra alcuni sono più ‘uguali’ degli altri”

Sergio Binelli, Segretario organizzativo della lista locale Agire per il Trentino, comunica il pieno sostegno della lista all’Assessore provinciale alla Salute e alle Politiche sociali Stefania Segnana in merito alla delibera del 30 agosto 2019, relativa alla “Modifica dei criteri e modalità per la concessione dei contributi e la realizzazione di interventi di educazione, promozione e sensibilizzazione approvati con deliberazione della Giunta provinciale“.

Al grido di stiamo tornando al Medioevo, nuovo mantra proposto dai politici di sinistra e personaggi allineati all’intellighenzia trentina, i social network si stanno riempiendo di gravi insulti verso la maggioranza di Governo provinciale, con epiteti e auguri di nefandezze irripetibili” afferma in un comunicato stampa Binelli.

Come al solito, chi si auto-proclama paladino dei diritti e delle libertà, spesso e volentieri è il più estremista degli estremisti” continua il Segretario organizzativo di Agire. “La linea della Giunta espressa nella delibera è molto chiara: con una nuova maggioranza al governo della Provincia, cambiano le priorità ma senza intaccare l’impianto delle disposizioni generali, ovvero le pari opportunità tra uomo e donna“.

La dichiarazione nasce da una serie di polemiche scaturite dal mondo del centrosinistra perché a detta delle opposizioni non sarebbe più ugualmente tutelata l’omosessualità, essendo stati “deviati” i fondi destinati a tale minoranza. “La Giunta Fugatti ha voluto ripulire di ogni riferimento al genere, spinta dall’ossessione per la teoria gender. Anche in Trentino ci sono ragazzi e ragazze, uomini e donne costantemente offesi e discriminati per il loro orientamento sessuale. Le campagne d’odio innescano meccanismi di legittimazione della discriminazione, ma Fugatti con un tratto di penna ha cancellato l’esistenza stessa delle discriminazioni” affermano i consiglieri di Futura Ghezzi e Coppola, mentre Sara Ferrari del PD, esprimendo rammarico per la decisione del taglio ai fondi, ha dichiarato: “La Giunta dimentica che sta reggendo un’istituzione che dovrebbe rappresentare tutta la popolazione trentina, anche quella che subisce vessazioni per il proprio orientamento sessuale“.

La questione dell’omofobia – risponde Binelli – è diventata una battaglia ideologica delle sinistre, rendendone il significato sempre più diluito e indefinito, a maggior ragione dal momento che nessuno è stato capace di dimostrare un effettivo pericolo per gli omosessuali in Italia e in Trentino. Nel 2014 la media di segnalazioni sull’omofobia era di 28 all’anno secondo l’Oscad, mentre un sondaggio dell’Università di Trento condotto tra gli studenti ha dimostrato che oltre il 75% degli intervistati non ha alcun pregiudizio nei confronti degli omosessuali. La maggioranza dei trentini non ha pregiudizi nei confronti di nessuno: vanno combattute violenze e discriminazioni nei confronti di tutti, non solo di qualcuno“.

La politica – continua il Segretario organizzativo di Agire – non può permettersi di approvare provvedimenti liberticidi solo per soddisfare le succurasli del PD o perché l’Italia ancora non si è uniformata al politicamente corretto mondialista, ad oggi inefficace. Chi difende le donne di Arcilesbica quando vengono discriminate all’interno del mondo LGBT o quando sono state offese per non aver partecipato al Dolomiti Pride?“.

Qualcuno – conclude Binelli – è sempre più discriminato di qualcun altro, qualcuno è sempre più costituzionale di qualcun’altro, qualcuno è sempre più uguale di qualcun’altro“.