Assegni familiari statali. L’Assessore Segnana: “Al lavoro per una soluzione”

Le misure di welfare provinciale e la loro integrazione con quelle nazionali erogate dall’Inps sono state al centro dell’incontro avvenuto ieri a Roma presso il Dipartimento per le politiche della famiglia, al quale hanno preso parte l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, il dirigente del Dipartimento della salute e delle politiche sociali Giancarlo Ruscitti e il dirigente Gianfranco Zoppi di Apapi.

Al termine dell’incontro, i tecnici del Ministero hanno assicurato alla delegazione che la struttura affiancherà la Provincia autonoma di Trento nel portare all’attenzione dell’Inps la questione.

A margine dell’incontro l’Assessore Stefania Segnana, affrontando anche il tema dei contributi locali e nazionali e la situazione relativa all’abbattimento delle rette degli asili nido, ha evidenziato: “Siamo al lavoro perché la situazione, che interessa in particolare le famiglie numerose, trovi quanto prima una soluzione consentendo dunque la coesistenza delle due misure di sostegno al reddito”.

Secondo l’Inps, infatti, chi riceve un sostegno provinciale alla natalità e alla famiglia per più di 1.032 euro l’anno (86 al mese) potrebbe vedere ridotto il proprio assegno familiare nazionale. I due sussidi non si escludono a vicenda, ma superando tale soglia figurano come redditi anche i contributi alla famiglia erogati su iniziativa delle Province autonome di Trento e Bolzano e ciò comporta un aumento del reddito totale su cui si calcola il sussidio nazionale, che verrebbe quindi ridotto.

Una norma, comunque, non retroattiva. Ora il Dipartimento per le politiche della famiglia affiancherà dunque la Provincia autonoma di Trento per risolvere il nodo al tavolo con l’Inps.