L’Assemblea Antirazzista su Friday for Future: “rivendichiamo il diritto di manifestare in centro storico”

Attraverso un (discutibile) comunicato ufficiale l’Assemblea Antirazzista di Trento ha reso noto di aver aderito alla manifestazione in favore dell’ambiente che si terrà domani a Trento, congratulandosi al contempo con Fridays For Future Trento per aver fatto cadere il divieto di manifestare in centro storico.

Nello specifico l’Assemblea Antirazzista si è dapprima complimentata con Frydays For Future Trento per aver “costretto” il questore Garramone a ritirare il divieto di entrare nel centro storico di Trento. Successivamente la soddisfazione per il risultato raggiunto si è trasformata in una critica allo stesso questore, reo di non aver trovato le giuste parole per giustificare il presunto cambio di rotta.

L’Assemblea ha poi rincarato affermando: “Convinti che il “salotto buono” della città non possa diventare un luogo concesso solo ai grandi eventi e al passeggio dei turisti, ricordiamo che Garramone anche a luglio vietò e fece occupare militarmente gli imbocchi del centro storico per non far attraversare la Passeggiata solidale diretta alla residenza Fersina dell’Assemblea Antirazzista di Trento. Dopo la passeggiata denunciammo “la massiccia presenza di agenti e camionette delle forze dell’ordine” sottolineando come “fin dalla partenza in piazza Dante erano presenti agenti in antisommossa e numerosi mezzi che durante tutta la Passeggiata ci hanno letteralmente accompagnato aprendo e chiudendo il corteo”.

Dopo aver criticato aspramente il tentativo di rendere più sicura la città di Trento del questore Garramone, l’Assemblea Antirazzista è tornata a congratularsi con Fridays For Future per aver insistito nella volontà di manifestare per tutta la città e per “aver correttamente ribadito come la libertà di manifestare non possa essere limitata arbitrariamente in base a pregiudizi totalmente infondati”.

L’Assemblea ha concluso ricordando come domani si unirà alla manifestazione dato che, per loro, difendere i diritti dei migranti e costruire una società più accogliente debba andare di pari passo con la lotta per “cambiare un sistema economico iniquo e predatorio, uno dei principali motivi che determina le migrazioni odierne”.