Marini contro la Fondazione Mach: “Dubbi sulle procedure delle loro selezioni”

Il Consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Alex Marini è intervenuto nella giornata odierna, con una nota, gettando alcune ombre sugli esiti di una selezione interna della Fondazione Edmund Mach che ha permesso a 29 professionisti di ricevere un avanzamento di carriera.

Marini ha iniziato il suo intervento affermando come una fonte anonima gli avesse comunicato, già lo scorso 20 agosto, i nomi di chi avrebbe ricevuto la promozione. Tale fonte, ora che sono stati resi pubblici i risultati, avrebbe azzeccato ben 28 nominativi su 29, ponendo delle serie ombre sulla regolarità della selezione interna.

Proseguendo nella nota il Consigliere pentastellato ha evidenziato come, ancora lo scorso 8 agosto, avesse presentato un’interrogazione circa la trasparenza di quel concorso, aggiungendo: “a quanto mi veniva segnalato c’erano concorsi per posizioni poi non occupate, graduatorie interne stilate ma non utilizzate, personale tecnico di elevata professionalità contrattualizzato con la qualifica di “operaio stagionale”, mancanza di una pianta organica interna per l’organizzazione del personale, revisioni dei livelli di inquadramento sulla base di criteri assai poco chiari e via discorrendo, fino alle ultime selezioni interne, che apparivano “mirate” già dalla lettura dei bandi, visto che secondo i nostri informatori solo leggendoli sarebbe stato piuttosto semplice conoscere in anticipo i nomi di quelli che avrebbero dovuto essere i vincitori. Ci era anche stato specificato come gli iscritti alle selezioni avessero ricevuto per mail i nominativi dei componenti delle varie commissioni giudicanti. Ebbene, ci veniva fatto presente come fossero tutti commissari interni a FEM, non figurando fra di loro alcun tecnico o figura esterna”.

Alex Marini ha poi ribadito come a seguito di tale interrogazione sarebbe arrivata la famosa mail anonima contenente i nomi dei vincitori, aggiungendo poi: “stando così i fatti viene da pensare che i dubbi sulla trasparenza delle procedure di selezione interna a FEM qualche fondamento lo avessero e purtroppo è molto difficile credere che si adottino certi comportamenti per arrivare a scegliere i più meritevoli fra i partecipanti. Di solito infatti, opacità e “bandi su misura” servono proprio per fare tutto il contrario. Per quanto mi riguarda la situazione appare assai grave. FEM è sì un ente di diritto privato ma è anche finanziato quasi solo dalla Provincia Autonoma di Trento, cioè dal pubblico. Ne consegue che trasparenza e meritocrazia sarebbero dovute, ed è per questo che da parte mia e del M5S c’è l’intenzione di fare tutto il possibile affinché situazioni come quelle descritte sopra non abbiano più a verificarsi”.