Massimo Ghini: “Il mio film più importante è stato Compagni di Scuola”

Massimo Ghini è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì dalla mezzanotte e trenta alle sei del mattino.

Da qualche ora nelle sale con ‘Vivere’, l’ultimo film di Francesca Archibugi: “Un film appassionato, che tratta di tutte quelle problematiche familiari che attraversano la nostra società. Si parla di problematiche interne e esterne al nucleo familiare, Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini sono moglie e marito che nell’arco di un anno vivono una crisi e un recupero del proprio rapporto. Il livello della narrazione è alto. Sono felice di essere in questo film, faccio un personaggio, non sono un protagonista, ma sono da molti anni amico di Francesca ed è stato bello lavorare con lei”.

Ghini è tornato a parlare anche di ‘Compagni di scuola’, film di Carlo Verdone in cui ha preso parte: “Il ricordo di quel set è bellissimo. Sono di parte. Per me è stato un film importante, venivo da un cinema molto festivaliero, più di nicchia. Iniziavo ad essere conosciuto, ma ero ancora un attore di nicchia. Carlo mi offrì la possibilità di fare un film molto pop, che si rivolgeva a un grandissimo pubblico. Compagni di Scuola incassò parecchi miliardi, interpretavo un personaggio cattivo, ogni volta che rivedo il film commento l’antipatia di Valenzani. Quell’interpretazione mi portò tantissimo, molte volte mi capita di andare al bar o al ristorante e qualcuno mi dice che gli stavo davvero antipatico in quelle vesti, me la fece pagare quell’interpretazione. Era talmente forte che molta gente mi aveva inquadrato in quel personaggio. Una bellissima storia, giravamo ogni giorno in una villa sull’Appia. Stavamo tutti insieme tutti i giorni. Era come andare a una festa. Sembravamo davvero compagni di classe. E’ un film che fa parte della storia del cinema”. 

Sul rapporto con la gente: “Il ruolo che mi ha cambiato la vita? Venendo da una esperienza come quella di Compagni di Scuola, che è stata determinante, ho fatto novanta film. Sono passato attraverso diverse esperienze, la prima botta di popolarità è nata sicuramente con Verdone.  Poi tante fiction. Raccontami, Papa Giovanni. Sono tutta una serie di esperienze sia cinematografiche che televisive che hanno rafforzato il mio rapporto con le persone. Ho sempre lavorato, mi sono sempre aperto a qualunque tipo di esperienza. Questo mi ha messo nella condizione di non trovarmi in momenti particolarmente difficili. Con l’ultimo film di Muccino, ‘A casa tutti bene’, ho preso dei premi che non avevo mai preso in vita mia. Due nastri d’argento, la nomination ai David. Belle soddisfazioni”.

Sui film di Natale con Boldi e De Sica: “Quando mi arrivò la prima proposta di fare Natale a Miami la presi come una sfida, una scommessa. Mi chiesi come fosse possibile che Aurelio De Laurentis nel momento di massima forza dei film di Natale mi propose questa cosa. I miei figli ne furono subito entusiasti e mi dissero che almeno nel film di Natale non mi avrebbero fucilato, anche perché avevo appena interpretato Galeazzo Ciano”. 

Su The New Pope, la serie di Sorrentino cui anche Massimo Ghini prenderà parte: “Vi racconto un aneddoto. C’era Sharon Stone sul set ma io non me ero accorto. Allora ancora vestito da cardinale, rubai una polpetta dal piatto di Silvio Orlando. Quando mi sono accorto che c’era Sharon Stone, le baciai la mano, cercando di nascondere la polpetta che avevo in bocca”.