Carola ora attacca l’UE: dove eravate quando ho chiesto aiuto?

La mia decisione di entrare in porto con la Seawatch3 dopo 17 giorni in mare senza ricevere risposta non fu una provocazione come molti hanno detto. Ma un’esigenza“.

Con queste parole il Capitano di Sea Watch Carola Rackete è intervenuta all’Europarlamento, evidenziando di non essersi affatto pentita per i fatti dello scorso giugno, continuando a rivendicare come le sue decisioni siano state prese per “esigenza”.

Sono ancora nella mente di tutti i fatti dello scorso giungo, legati alla vicenda di Sea Watch 3, quando Carola Rackete aveva forzato il divieto d’ingresso in acque territoriali italiane attraccando, nel porto di Lampedusa, per “portare in salvo” 42 migranti clandestini che da diversi giorni stazionavano sulla nave Ong.

A quella chiara violazione della legge italiana non era seguita alcuna dichiarazione di pentimento anzi, Carola nel corso dei mesi si è sempre dichiarata fiera del suo operato affermando di aver agito nell’interesse esclusivo dei suoi passeggeri.

Certo, in quei 13 lunghi giorni di stallo Carola Rackete avrebbe potuto portare i migranti sia a Malta (porto sicuro) che ad Amsterdam (nazionalità di provenienza di Sea Watch 3), ma il Capitano, decisa più che mai a trovare un porto ritenuto quanto più possibile “sicuro”, aveva ritenuto opportuno che quei migranti potessero essere considerati salvi solamente in Italia.

Nazione che, come ben sapeva il Capitano di Sea Watch 3, non l’avrebbe accolta; a meno che lei, in barba alle allora vigenti leggi italiane, non avesse forzato la situazione entrando senza autorizzazione nel Belpaese. Com’è accaduto, speronando una motovedetta della marina militare. Non soddisfatta la Rackete aveva poi manifestato l’intenzione di querelare l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini, reo di averla diffamata.

Sono passati mesi da quei fatti e oggi, Carola, parlando al Parlamento europeo, ha ribadito, ancora una volta, di aver agito per salvare i suoi passeggeri che non potevano più restare in mare, aggiungendo: “dopo l’episodio della Seawatch3 “ho ottenuto attenzione dalle istituzioni, ma dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto?

Infine, il Capitano di Sea Watch 3 ha proseguito nella sua critica ai paesi europei affermando di non aver ricevuto alcuna risposta ai suoi appelli, eccezion fatta per Tripoli (dove non poteva attraccare) aggiungendo come nessun Governo volesse i migranti.

E’ stata una vergogna”. Ha ribadito. “Le istituzioni mi hanno attaccata”. “Sono stata lasciata sola”. “I governi hanno eretto muri, come se sulla nave ci fosse la peste”, ha infine concluso Carola Rackete

di Carlo Alberto Ribaudo