Di Maio ordina a Erdogan di fermarsi, ma questi lo ignora

Dove sono finiti i fans degli Usa, quelli convinti che Gaber avesse torto quando, dal palco, spiegava che “non c’è popolo più stupido degli americani”.

Ma forse aveva torto davvero, Gaber, perché più stupidi degli americani ci sono i filo americani. Quelli che si entusiasmano quando gli yankee mettono i dazi ai nostri prodotti, quando ammazzano gli sciatori sulla funivia del Cermis; quelli che credono a Mike Pompeo quando assicura che gli Usa non sapevano nulla dell’attacco di Erdogan contro la Siria.

Meno male che l’Italia ha un ministro degli Esteri come Giggino Di Maio. Che ha subito ordinato ai Turchi di metter fine all’aggressione. Se no.. Già, se no che succede? La Ferrero non acquista più nocciole turche per produrre la Nutella? La Fca non si fa più produrre le vetture dalla turca Tofas? Rinunciamo all’uva sultanina per i panettoni? Macché. Se no, non fa nulla. Erdogan lo sa e prende per i fondelli Giggino e quelli di Bruxelles. Lui sì che minaccia sul serio: “Se mi infastidite vi spedisco 3 milioni e mezzo di migranti siriani”. 

Per la felicità delle Ong pronte a far sbarcare tutti in Italia. E ad incassare i soldi per il mantenimento di tutti quanti. Già, perché l’accordo di Malta per la ridistribuzione degli invasori si è scoperto che non era un accordo ma una farsa di 4 amici al bar. E l’Italia dei porti aperti non potrà condividere il peso con il resto d’Europa. Una buffonata colossale. 

Ma ci si mette anche Trump a prendere per i fondelli i suoi servi italiani. Gli Usa – spiega il presidente del Paese del male – non corre rischi per la fuga dei terroristi dell’Isis. Perché andranno in Europa”. Dunque in Italia, grazie ai benefattori delle Ong che andranno a raccattarli direttamente sulla costa affinché non corrano rischi.

E questa Europa dovrebbe fermare Erdogan? Questa Nato di cui la Turchia fa parte? È evidente che la politica estera è un affare troppo serio per lasciare che se ne occupi Di Maio o l’Unione europea.