Siria: USA intimano il “cessate il fuoco”, l’imam di Trento al fianco di Erdogan

Prosegue la situazione di tensione internazionale dovuta agli attacchi della Turchia nei confronti della Siria e in particolar modo delle milizie curde asserragliate nel Nord del Paese. Nelle ultime ore, è stato necessario incrementare la trattative con i turchi per arrivare a un “cessate il fuoco“.

Già ieri sera, attraverso il proprio profilo Twitter, il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump aveva annunciato il raggiungimento di un accordo con il Presidente della Turchia: “Grandi notizie dalla Turchia, presto una conferenza stampa con Mike Pence e Mike Pompeo. Grazie a Erdogan. Milioni di vite verranno salvate! Questo accordo non sarebbe mai stato possibile 3 giorni fa. Servivano un po’ di maniere forti per farcela. Sono orgoglioso! Questo è un grande giorno per la civiltà. Sono fiero degli Stati Uniti per avermi seguito fedelmente in un percorso necessario, ma in qualche modo anticonvenzionale. Molti hanno cercato di raggiungere questo accordo per molto tempo. Milioni di vite verranno salvate. Congratulazioni a tutti!” annunciava infatti il Tycoon.

All’entusiasmo di Trump, ha fatto eco la ricezione turca di questo accordo: infatti alla Turchia verranno rimosse tutte le sanzioni imposte dagli USA qualora il cessate il fuoco diventi permanente e nell’attesa non ne verranno aggiunte altre. Inoltre, a Erdogan verrà concesso di “sconfinare” in Siria per un massimo di 20 miglia dal confine turco, consentendo così di controllare una parte dell’area in mano curda evitando ulteriori spargimenti di sangue.

Diversa invece la reazione dell’Unione Europea, che prosegue sulla strada della condanna nei confronti della Turchia, probabilmente anche a causa della possibile crisi migratoria che un proseguimento delle operazioni belliche potrebbe concordare. In particolare è intervenuto privatamente con Erdogan il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: secondo fonti di Palazzo Chigi infatti, il Premier avrebbe avuto un colloquio telefonico di circa un’ora con diversi momenti di tensione. Conte ha ripetutamente invitato Erdogan a cessare l’iniziativa militari avendo questa effetti più sui civili che non sui militari.

Probabilmente contrario al “cessate il fuoco” è anche l’imam di Trento Aboulkehir Breigheche, che già nei giorni scorsi aveva manifestato la propria adesione all’offensiva militare escogitata da Erdogan. “Quando sento parlare di Kurdistan mi viene da sorridere, perché semplicemente non esiste. Chi vive nei territori nel Nord della Siria attualmente sotto attacco della Turchia sono estremisti e terroristi, responsabili di sanguinolenti attentati in Turchia” ha infatti dichiarato Breigheche in un’intervista rilasciata al quotidiano Trentino.

La stragrande maggioranza dei curdi siriani – continua l’imam – sono contro queste milizie e non ne appoggiano l’attività armata. Non è vero, inoltre, che i curdi sono stati gli unici a combattere l’Isis. I miliziani curdi si sono schierati al fianco della comunità internazionale e al popolo siriano per il solo motivo di ottenere il riconoscimento di un territorio dove comandare“.

Mi sarebbe piaciuto sentire gli stessi sentimenti di condanna quando Russia e Iran, appoggiando Assad, hanno bombardato case, asili e scuole siriane. La Turchia si muove per mettere in sicurezza i propri confini nazionali, ma così consente anche a quattro milioni di siriani di tornare in patria” ha concluso Breigheche, evidenziando la posizione totalmente filo-Erdogan e anti-curda.