Il futuro dell’Europa deve passare attraverso l’eurosovranismo

Un’Europa caratterizzata dalla piena realizzazione di alcuni passaggi di quell’Eurocomunismo tanto caro a Berlinguer e ai suoi eredi politici rende sempre di più necessaria la creazione di un eurosovranismo che possa limitare o cambiare i principi dell’attuale europeismo presente nelle principali organizzazioni europee quali il Consiglio d’Europa e il Parlamento europeo. Un percorso non certamente facile e che pone non poche sfide ai sovranisti, primi fra tutti quelli italiani, ma che deve essere realizzato in tempi rapidi e con la consapevolezza che si deve iniziare a costruire un’Europa diversa da quella dei sostenitori dell’internazionalismo.

Un percorso del genere può partire non soltanto con l’opposizione al fenomeno migratorio, ma soprattutto con la promozione di valori storici comuni e che puntino all’accettazione del concetto di radici legate al mondo classico e a quello cristiano che contraddistinguono il nostro continente. Senza la storia del resto non si può costruire un futuro fatto di valori. Certamente questi possono essere storicizzati, in un mondo che deve guardare alle esigenze del terzo millennio; tuttavia non si può pensare di cambiare in toto tradizioni e culture, dando importanza ed esecuzione alla sola internazionalizzazione mediante l’internazionalismo del nostro continente, tanto sui temi etici quanto su quelli economici. Vi è piena consapevolezza sul fatto che le elezioni del 2019 non abbiano affermato i movimenti sovranisti presso il Parlamento europeo, ma ciò non costituisce un punto di resa, quanto piuttosto un punto focale di partenza in vista dei prossimi appuntamenti anche per dare una visione concreta a una visione alternativa.

Il tutto partendo dalla partecipazione nei vari organismi, spesso sottovalutati ma alla fine determinanti, che compongono quel complesso strato di istituzioni di quest’Europa asfittica e lacerata che ci ritroviamo addosso.

È un percorso tuttora attuale e che deve rispondere a quella ventata di sovranismo, di identità nazionali e popolari che soffia nel mondo, in Europa e da noi, e che ha permesso di rimettere in moto la democrazia. Del resto negli ultimi vent’anni e più ha dominato un internazionalismo che non può più essere visto come l’unica speranza.

Michele Soliani