Halloween o Ognissanti?

Halloween e Ognissanti sono due festività che, pur con le loro macroscopiche differenze, corrono a braccetto ormai da diversi secoli. La prima, di matrice pagana, affonda le proprie radici nei rituali per la fine dell’estate, la seconda chiaramente cristiana è nata per celebrare e riverire “la gloria di tutti i santi“.

Se Halloween nasce dal rito pagano di Samhein (pron. Samuin), una festa che gli antichi popoli celti erano soliti celebrare come rituale di passaggio verso l’inverno, Ognissanti invece è stata istituita nel 609 d.C. da Papa Bonifacio IV che la pose inizialmente al 13 di maggio, così da sovrapporla ai Lemuria romani e consolidare, ancor di più, la fede cristiana tra la popolazione.

Solamente con Papa Gregorio III (690-741 d.C)  Ognissanti fu spostata dal 13 maggio al 1° di Novembre come “estrema ratio” per eradicare il paganesimo dalle popolazioni del nord che ancora “si ostinavano” a celebrare l’antica festa pagana di Samhein, e con Papa Gregorio IV divenne, nel 840 d.C., una festa di precetto: un giorno in cui tutti i fedeli sono obbligati ad andare in chiesa e ad astenersi da “quei lavori e da quegli affari che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore o il dovuto riposo della mente e del corpo”.

Così facendo i Pontefici pensavano di essersi liberati definitivamente delle festività pagane sul culto dei morti e degli spiriti e di aver imposto quelle cristiane centrate sulla glorificazione di Dio e dei suoi emissari. Così non fu, Samhein fu trasformata in una festa “laica” celebrata non più il 1° novembre ma il 31 ottobre e chiamata con il passare dei secoli Halloween (da All Hallows Eve’ ovvero “notte di tutti gli spiriti”).

Oggi, con il passare dei secoli e con il costante mutare dei costumi, le cose sono molto cambiate e, sebbene Ognissanti sia rimasta una festa religiosa molto importante nel calendario liturgico cristiano, Halloween ha trasceso il suo significato di festa di passaggio tra una stagione e l’altra diventando una ricorrenza dedita esclusivamente al divertimento e alla trasgressione.

Sono moltissime, infatti, le persone che ogni 31 ottobre decidono di travestirsi, principalmente con maschere cupe e macabre, per andare a feste, in discoteche o semplicemente per accompagnare i più piccoli a fare “trick or treat”. L’Halloween moderno, complice la commercializzazione e l’influenza che i paesi anglofoni hanno avuto sulla nostra cultura, ha trasceso il suo significato originario diventando un’occasione per ripetere quanto i film americani e inglesi ci hanno mostrato, proponendolo in chiave nostrana.

Considerato quindi come da diversi secoli le festività di Halloween e Ognissanti abbiano intrecciato il loro cammino, l’interrogativo che è sorto spontaneo è stato quello di verificare, nel 2019, a quale delle due ricorrenze sia più affezionato il popolo italiano. E per farlo, ad un campione di varie fasce d’età, è stata posta la domanda: “Halloween o Ognissanti?

Monica, professionista e madre di due ragazzi, ha affermato come i suoi primi veri contatti con Halloween siano stati verso la fine degli anni ’90 grazie alla scuola dei suoi figli che organizzava feste in maschera per i piccoli e per le quali andavano preparati dolciumi e costumi. Mentre Ognissanti è una ricorrenza che per lei, molto religiosa, è molto importante dato che le permette di potersi fermare e riconciliarsi con la propria sfera spirituale andando in chiesa in un giorno in cui non deve lavorare o preoccuparsi dei figli.

Enrico e Martina, una giovane coppia di studenti universitari romani, vedono invece in Halloween un momento per poter staccare dalla loro quotidianità fatta di studio e piccoli lavori per potersi svagare con i loro amici e mostrare tutta la loro stravaganza magari in compagnia di qualche bicchiere di vino (chiaramente senza esagerare). Loro non festeggiano Ognissanti, perlomeno non da quando i loro genitori hanno smesso di insistere che andassero in chiesa, e preferiscono “evitare” il 1° novembre in favore del due dove invece vanno a far visita ai loro cari defunti.

Si discosta decisamente dai primi due intervistati Andrea, neolaureato e attualmente impiegato in banca, lui, talmente assorbito dal suo nuovo lavoro dice di non avere tempo da dedicare né ad Halloween né ad Ognissanti preferendo sfruttare i giorni “del ponte” per riposarsi e ricaricare le batterie in vista dei prossimi impegni lavorativi. Pur professandosi cattolico Andrea ammette di non essere molto connesso con la propria sfera spirituale e che, se dovesse scegliere, preferirebbe concentrarsi sulla parte ludica di Halloween piuttosto che su quella più impegnativa di Ognissanti.

Si dedicherà interamente alle celebrazioni ecclesiastiche invece Maria Grazia, casalinga in pensione, che ha confidato di non essere a conoscenza, se non per quanto visto accompagnando i nipoti a fare “dolcetto o scherzetto”, della tendenza a festeggiare mascherati in feste o locali. La signora ha aggiunto che nonostante non sia contraria al fatto che i giovani festeggino, sempre che non si ecceda, lei comunque preferisca andare la mattina del 1° novembre in chiesa. Per lei questa è diventata una vera e propria tradizione e non intende rinunciarvi.

Lucio, professionista nel settore economico, ha voluto fare un’analisi sull’evoluzione della società italiana che ha portato negli anni ad un radicale cambio del costume e delle abitudini per quanto riguarda il 31 ottobre e il 1° novembre. Se in passato il 31 ottobre era visto puramente come un’anticamera di Ognissanti e della relativa festa, oggi Halloween ha soppiantato, per gran parte della popolazione, Ognissanti divenendo una festa (laica) a sé stante. Questo cambio, dovuto in larga parte all’americanizzazione della società italiana, ha permesso di creare un nuovo sentimento ludico nella popolazione aprendo contestualmente una nuova e ampia fetta di mercato.

Infine merita una menzione particolare il piccolo Michele, studente di 4° elementare, che ci ha confidato di apprezzare particolarmente Halloween poiché può travestirsi a scuola e mangiare un sacco di dolci, senza dimenticarsi di fare anche qualche scherzo ai suoi amici.

In conclusione, il rapporto tra Halloween e Ognissanti è un dualismo che negli ultimi anni ha accompagnato queste ricorrenze. In Italia nonostante sia radicato in maniera (quasi) indissolubile il cristianesimo, Halloween facendo presa sulle generazioni più giovani e desiderose di festeggiare sta, sempre più, ritagliandosi il proprio spazio negli usi e nelle abitudini dei cittadini.

L’augurio è che le due feste continuino a proseguire parallelamente, come hanno fatto sino ad’ora, senza che il sacro si mescoli con il profano in modo da lasciare alla popolazione la possibilità di scegliere a quale corrente aderire.

Carlo Alberto Ribaudo