Moranduzzo: “Via i violenti dall’UniTN”. E i collettivi rispondono: “Fascisti”

Non accennano a placarsi le polemiche sul secondo tentativo – stavolta riuscito – di Fausto Biloslavo di tenere una conferenza presso l’Università di Trento, ostacolato anche in questa occasione dai Collettivi universitari.

Fa male vedere che in una realtà come il Trentino, ai vertici nazionali per tanti indicatori di qualità, esistano ancora forme di intolleranza violenta come quella cui abbiamo assistito ieri sera” afferma l’Assessore provinciale alla Cultura Mirko Bisesti. “Al di là dei modi violenti indirizzati contro la mia persona, ciò che mi sconvolge e che si deve condannare con forza è la strumentalizzazione, pianificata e annunciata, di una protesta che confonde prepotenza con libertà di pensiero e di dissenso. Una libertà che è stata difesa sia da chi ha promosso l’incontro sia dallo stesso Biloslavo che ha voluto tenere comunque la conferenza, nonostante il ‘clima’. L’esempio migliore da offrire a chi preferisce la rabbia alla parola“.

Di parere diverso a quello dell’Assessore è lo Spazio autogestito Hurriya, che senza mezzi termini attacca duramente la Lega e i sostenitori della conferenza di Biloslavo. “Oggi, fuori dalla Facoltà di Sociologia a Trento, un gruppo di neofascisti dei movimenti giovanili di Lega e CasaPound si è presentato fuori dall’Università con bottiglie di vetro, ombrelli rinforzati e capitanati da Moranduzzo, consigliere provinciale della Lega” afferma il Collettivo. “Ci siamo subito organizzati per presidiare l’esterno della Facoltà con degli striscioni, ma dopo diverse provocazioni i fascisti sono avanzati verso il presidio armati di ombrelli con punta di ferro, bottiglie e un tubo in PVC“.

Il tafferuglio – continuano i ragazzi di Hurriya nel loro post su Facebook – è durato nemmeno un minuto e solo una volta respinti i fascisti è arrivata la celere. Alla fine del parapiglia, due persone sono rimaste ferite al volto“. Accuse di fascismo a parte, questi passaggi non rappresentano nemmeno il contenuto più significativamente rilevante del loro comunicato.

L’università ha comunque difeso e supportato la conferenza di Biloslavo, non condannando minimamente ciò che accadeva all’esterno ma anzi permettendo alle stesse persone che avevano aggredito gli studenti poco prima di partecipare alla conferenza” sostiene il Collettivo. “Paolo Collini, rettore dell’Università, ha esplicitamente affermato che non è affare dell’Università il seguito di un relatore, indipendentemente dalla linea politica e delle violenze commesse; una presa di posizione inaccettabile, che fa tornare alla mente Ponzio Pilato“.

Vogliamo sottolineare – concludono i ragazzi di Hurriya – come la Lega si sia servita dei muscoli fascisti per aggredire studenti universitari in nome della libertà di parola e come le istituzioni universitarie abbiano voltato la faccia di fronte a un’azione squadrista. Noi non faremo un passo indietro e rivendichiamo il fatto che i fasci in Università non devono entrare in alcun modo“.

Non è mancata la risposta al Collettivo universitario da parte del Consigliere provinciale Devid Moranduzzo: “Ritengo personalmente che un’Università come quella di Trento non possa continuare a essere in balia di un gruppo di facinorosi che, con certi atteggiamenti violenti, impediscono lo svolgimento anche di una semplice conferenza in cui si parla di un tema complesso e non ampiamente approfondito come la situazione politica contemporanea della Libia“.

Quanto avvenuto ieri sera – continua il Consigliere – è da condannare senza se e senza ma da parte di tutti, anche perché certe situazioni non onorano un popolo come quello trentino, sempre civile e rispettoso. Mi voglio invece congratulare con i ragazzi della Lega Giovani per il loro comportamento tenuto durante il volantinaggio svolto per ribadire la necessità di un’università libera, in cui i brigatisti non la facciano da padrona. L’atteggiamento basato sulla tolleranza a dispetto di tutte le provocazioni che si sono verificate nel corso della serata rende loro molto onore” ha aggiunto in conclusione Moranduzzo.