Comunali 2020. Civica Trentina: “No a Gottardi e alla sua civica”

Civica Trentina interviene dopo le dichiarazioni dell’Assessore e leader di La Civica Mattia Gottardi in merito ad una possibile apertura al Partito Autonomista Trentino Tirolese. “Ben venga il Patt a supporto dei candidati sindaci del centrodestra, ma non è accettabile il transgenderismo politico proposto dall’assessore Mattia Gottardi, in quanto si tratta di vecchie liturgie da prima Repubblica ormai rifiutate dagli elettori anche in Trentino”, hanno affermato i vertici di Civica Trentina che nei fatti hanno sconfessato la possibilità di un’alleanza con l’Assessore accusato di essere uno che senza problemi è “passato da Cristiano De Eccher a Corrado Passera, da portavoce di Valduga a Daldoss, per entrare infine in Civica Trentina una settimana prima della chiusura delle liste provinciali”.

Per fortuna, il quadro politico generale è molto polarizzato ed è consolidata la presa di coscienza dei trentini, degli italiani e dei popoli europei i quali reagiscono di fronte alla globalizzazione forzata e all’invasione e non intendono morire o diventare minoranza a casa propria e nella propria terra.

I vertici di Civica Trentina poi lanciano un pesante affondo nei confronti del progetto politico di Mattia Gottardi affermando che: “La Civica di Gottardi non è dunque la evoluzione di Civica Trentina, quanto piuttosto la riproposizione di un terzo polo centrista pronto al nomadismo politico e finalizzato solo alla ricerca e al mantenimento di posizioni personali di potere. La serietà e la coerenza politica sono importanti e verranno premiate dagli elettori ed è semplicemente vergognoso che venga richiamata da Gottardi la figura di Rodolfo Borga il quale non ha mai avuto nulla a che fare con il trasformismo politico senza valori e senza identità”.

“Se il Patt fosse partner di un eventuale governo a Trento ma continuasse a fare opposizione in Provincia? Non ci vedrei nulla di scandaloso”, queste le parole dell’assessore Mattia Gottardi a un noto giornale online del Trentino, che aveva poi aggiunto: “Non è in atto una interlocuzione tra gruppi provinciali ma a livello di territori. Un altro aspetto è quello che ci deve anche essere compatibilità tra persone. Poi ovvio che si parla del capoluogo e allora tutto assume una rilevanza diversa, ma un matrimonio in piazza Dante non deve essere automatico”.