Altro stop al mondo del vaping. Tribunale di Roma vieta pubblicità e gli influencer

Il Tribunale di Roma ha deciso, attraverso un’ordinanza, il divieto assoluto di promuovere sui social network le sigarette elettroniche e i relativi liquidi. Con questa ordinanza il Tribunale di Roma ha messo definitivamente la parola fine al business degli influencer del vaping, figure che negli ultimi anni erano state largamente usate dalle aziende produttrici per promuovere i loro prodotti.

Tale ordinanza affonda le proprie radici in un procedimento di circa due anni fa che aveva visto l’Associazione dei Consumatori Asso – Consum Onlus contrapporsi a due società italiane, operante nel settore del tabacco, ree di aver pubblicizzato i loro prodotti attraverso l’uso massiccio di cartelloni, social network e YouTube.

Le due aziende si erano difese sostenendo la tesi che la campagna pubblicitaria fosse relativa ad uno shop online (riservato ad una clientela maggiorenne) e non ad una determinata marca di sigarette elettroniche, e che tutto l’indotto generato come hastag e video fossero contenuti non pubblicitari ma spontanei di utenti che avevano provato il prodotto e volevano recensirlo.

Queste giustificazioni non sono bastate ai giudici che hanno deciso attraverso l’ordinanza come foto, post o hastag relativi alle sigarette elettroniche siano vietate così come tutte le “comunicazioni commerciali nei servizi della societa’ dell’informazione, sulla stampa e altre pubblicazioni stampate, aventi lo scopo o l’effetto diretto o indiretto di promuovere le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica, ad eccezione delle pubblicazioni destinate esclusivamente ai professionisti del commercio delle sigarette elettroniche e dei contenitori di liquido di ricarica e delle pubblicazioni stampate e edite in paesi terzi, se tali pubblicazioni non sono destinate principalmente al mercato dell’Unione europea“.

Questa azione equipara, per l’ennesima volta, le sigarette elettroniche a quelle tradizionali. D’ora in avanti per le e-cig sarà usato lo stesso divieto di veicolare la propria immagine proprio come accade ormai da anni per ogni prodotto derivato dal tabacco.

Se da una parte l’ordinanza sembra evitare che i più giovani possano avvicinarsi, per spirito d’emulazione, ad un mondo la cui pericolosità è ancora da attestare con certezza, dall’altra è evidente come vadano studiate nuove modalità per cercare di avvicinare i tabagisti ad un’alternativa sicuramente meno dannosa quale l’e-cig.

Per una volta bisognerebbe prendere d’esempio la Gran Bretagna dove sia le istituzioni che i medici consigliano la sigaretta elettronica come la miglior alternativa al tabacco per tutti coloro che sono afflitti da malattie croniche legate al fumo.

Le sigarette elettronica possono essere un aiuto importante per combattere il tabagismo e i danni che ne derivano, perchè questo avvenga è necessario però trovare un modo per il quale le e-cig possano essere pubblicizzate senza che si riduca il tutto a questioni di marketing e che un prodotto potenzialmente innovativo venga strumentalizzato per beceri interessi commerciali.