Home Salute Approvato in Europa il primo vaccino per combattere l’ebola

Approvato in Europa il primo vaccino per combattere l’ebola

Si chiama Ervebo il primo vaccino per combattere l’Ebola. Una notizia straordinaria anche alla luce delle recenti epidemie che hanno interessato il continente africano in quest’ultimo decennio e spaventato l’intera Europa.

L’autorizzazione di commercializzazione nell’Unione europea è stata concessa dalla Commissione europea alla società Merck Sharp & Dohme B.V. A comunicarlo la Commissione Europea e Vytenis Andriukaitis, Commissario Ue responsabile per la Salute e la sicurezza alimentare, ha commentato positivamente l’iniziativa, sottolineando come la priorità, per la comunità internazionale, fosse quella di “trovare un vaccino il più presto possibile”. La decisione odierna, secondo il commissario Ue uscente, “è quindi un importante passo avanti nel salvare vite umane in Africa e nonsolo”.

Ervebo sarà disponibile come soluzione iniettabile. Il principio attivo di Ervebo è costituito da un virus della stomatite vescicolare ricombinante attenuato vivo (rVSV) con una cancellazione della glicoproteina della busta VSV sostituita con glicoproteina di superficie dello Zaire Ebolavirus (ZEBOV). Ervebo è un vaccino virale che fornisce l’immunizzazione attiva contro l’Ebolavirus dello Zaire inducendo una risposta immunitaria che aiuta a proteggere dalla malattia.

I benefici di Ervebo sono la sua capacità di prevenire l’ebola confermata in laboratorio sulla base dei dati di efficacia clinica raccolti in soggetti a rischio di infezione durante un focolaio di Ebola nell’Africa occidentale. Gli effetti indesiderati più comuni sono reazioni al sito di iniezione (dolore, gonfiore ed eritema), mal di testa, piressia, mialgia, affaticamento e artralgia.

Quello dell’Ebola è un problema attuale. Basti pensare che solamente lo scorso agosto è stata dichiarata la decima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), provincia del Nord Kivu, nella parte nord-orientale del paese. Finora le autorità sanitarie hanno già segnalato 74 casi e 34 decessi.