“Maria e il serpente”: un libro a difesa (strenua) della cristianità

Non capita spesso di avere per le mani un libro come Maria e il serpente. Chiesa, politica e società immersi nel mistero dell’iniquità, di Danilo Quinto ed edito da Controvento. Un testo che diventa un vero vademecum a difesa della cristianità in un Occidente che vede la Fede come un peso e non come un faro culturale.

Danilo Quinto, al suo decimo libro dopo il famoso “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio” e il più recente “Eurislam – L’invasione dell’Europa e la caduta dei valori occidentali“, non guarda in faccia a nessuno e mette nero su bianco la dissoluzione dei valori cattolici nelle dichiarazioni e nei fatti degli ultimi 4 anni.

Un’opera che è, riprendendo le parole dell’autore della prefazione Gabriele Gatti, “un libro fotografico senza fotografie“, una serie di istantanee dall’Italia – ma non solo – preda di sé stessa e della sua irrefrenabile voglia di laicità, dimenticando 1700 anni di storia cristiana, dall’Editto di Costantino in avanti.

Naturalmente il più bersagliato è Papa Bergoglio, ma non mancano critiche anche al centrosinistra, al Movimento 5 Stelle, a personaggi televisivi e cardinali, a Greta Thunberg. Tutti artefici, secondo la ricostruzione di Quinto, del cavallo di Troia entrato nella nostra società per opera dei laicisti, dei massoni, dei liberal-comunisti, degli islamisti e degli infiltrati nella Chiesa.

Dobbiamo, come Gesù, amare e perdonare i lupi che ci circondano, ma nello stesso tempo dobbiamo avere piena consapevolezza della loro forza terrena, che si tramuterà in assoluta debolezza nella dimensione dell’eternità, se non si pentiranno dei loro misfatti” scrive Danilo Quinto nella propria introduzione.

Il libro, dal costo di 18€ e ottenibile attraverso pagamento PayPal al link PayPal.me/PQUINTO1 o mettendosi in contatto con l’autore all’indirizzo pasqualedanilo.quinto@gmail.com, è anche un attacco diretto al Nuovo Umanesimo professato da Giuseppe Conte. Con una speranza decisiva: “Maria, così com’è stato preannunciato, schiaccerà la testa del serpente“. Non è uno spoiler, ma un augurio.