Slitta ancora la riforma del Cinformi, nonostante le parole di Fugatti

Il Presidente della Giunta provinciale del Trentino Maurizio Fugatti anche nel corso della Prima Commissione di ieri ha fatto capire che il Cinformi – il Centro informativo provinciale per l’immigrazione – necessiterà di una riforma radicale.

Stando alle sue parole, lo scopo dovrebbe essere quello di aiutare anche i cittadini trentini disoccupati nella ricerca di un incarico che gli consenta di vivere più dignitosamente.

Le competenze del Cinformi sono tali che, dopo una razionalizzazione della struttura, potrebbe diventare anche un centro per l’impiego. Non abbiamo ancora deciso, ma questa potrebbe essere una buona soluzione, un tema che vogliamo approfondire per sfruttare al massimo le potenzialità dell’ente” ha sostenuto Fugatti

Naturalmente, un’affermazione del genere ha dato vita a un vivace dibattito, con la maggioranza e il MoVimento 5 Stelle convinti che il budget stanziato al Cinformi per occuparsi esclusivamente di immigrazione sia eccessivo, mentre il Centrosinistra autonomista ha affermato quanto fondamentale sia stato il Cinformi per attenuare l’impatto dell’immigrazione nella società trentina. Alla fine, la mozione presentata dal Partito Democratico al fine di impegnare la Giunta a organizzare percorsi inclusivi per i migranti è stata bocciata.

Il tema tuttavia non è questo, ma l’effettiva dichiarazione di Fugatti: non si capisce infatti né l’aspra polemica che stanno lanciando in queste ore i sindacati e la lista Futura per lo “smantellamento” del Cinformi quando poi di questo ridimensionamento – termine ben più corretto – non vi è alcuna traccia nel Bilancio 2020.

Difatti, nonostante nella presentazione delle manovre di Bilancio lo stesso Fugatti abbia continuato a ribadire la volontà di modificare la destinazione finale del servizio offerto dal Cinformi, non lo ha nemmeno citato nelle varie voci perché si tratterebbe di un obiettivo da raggiungere nel medio periodo.

Peccato però che sin da ottobre 2018 tanto Fugatti quanto la Lega e tutta la maggioranza abbiano affermato ripetutamente di voler abolire il Cinformi, cosa che non solo non è accaduta – a meno che non si intenda il dimezzamento dei fondi annunciato al termine del 2018 come abolizione – ma non è nemmeno in previsione di essere, visto che adesso si parla di “razionalizzazione nel medio periodo“. Parole ben diverse da problemi che ancora i trentini aspettano di veder la realizzazione.